Domenica scorsa in tribuna, ad assistere alla vittoria dell'Udinese contro l'Empoli, c'era anche un indimenticato ex bianconero: l'attaccante Marcio Amoroso. Il brasiliano ha parlato ai microfoni del Messaggero Veneto, provando a dare qualche consiglio a Luis Muriel.

Marcio, secondo lei qual è il ruolo di Muriel?
Mi dicono che lui si sente prima punta, ma per le caratteristiche che ha forse dà il meglio di sè da seconda perchè ha la possibilità di puntare l’uomo e guardare la porta.

Con l’Empoli l’ha visto all’opera dal vivo. A parte un paio di lampi il suo contributo è stato al di sotto delle attese. Concorda?
In effetti non ha fatto molto, anche se va detto che l’assist a Di Natale è stata una grande giocata. Per il potenziale che ha, però, deve fare di più. Ho visto che tende a ricevere palla sui piedi, invece che andare in profondità. Io credo che lui dopo aver restituito palla dovrebbe partire in velocità dettando il passaggio. Ha fatto solo una sparata delle sue nel secondo tempo, ne deve fare molte di più. Forse, essendo solo alla prima giornata, è un problema anche di condizione.

Muriel e Di Natale possono giocare assieme?
Sicuramente sì. Poi è chiaro che uno dei due deve rientrare a dare una mano al centrocampo. Questo lavoro deve farlo Luis, non Totò.

Un consiglio a Muriel?
Deve farsi furbo e seguire i movimenti di Totò cercando di stargli vicino. Di Natale tiene in allerta sempre due difensori e seguendolo la palla buona per fare gol gli capiterà spesso. Lui è uno da 15 reti a stagione. Credo che debba stare tranquillo, non pensare che questa può essere la stagione della svolta per lui.

Lei quando arrivò in Italia fu costretto a cambiare il suo tipo di gioco. Ricorda?
Sì, in Brasile agivo da trequartista, qui con una sola punta centrale, prima ancora di passare al tridente, dovetti imparare nuovi movimenti. L’importante è avvertire la fiducia di società, tecnico e ambiente. Da questo punto di vista il colombiano può stare sereno: l’altra sera al momento del cambio è stato applauditissimo.

Una definizione per Totò?
Nessuno come lui sente l’odore del gol.

E Lucas Evangelista che tipo di giocatore è?
Si tratta di un attaccante che può fare sia la prima che la seconda punta ma che ama svariare su tutto il fronte. Al San Paolo aveva davanti Pato, Osvaldo, Luis Fabiano, Alan Kardec e Ademilson. Ha 19 anni, bisogna dargli tempo.

Sezione: Gli ex / Data: Mer 03 settembre 2014 alle 13:30
Autore: Francesco Digilio / Twitter: @FDigilio
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