Sandro, altri muscoli per il centrocampo dell'Udinese

01.02.2019 12:56 di Davide Marchiol  articolo letto 1439 volte
Sandro, altri muscoli per il centrocampo dell'Udinese

Tra le varie problematiche di questa Udinese è sempre stata sottolineata l'assenza di un vice Behrami, un giocatore in grado di fare da filtro davanti alla difesa in assenza dello svizzero che, vista anche l'età non più giovanissima, inizia ad avere spesso problemi fisici. Ecco dunque che il mercato di gennaio ci propone Sandro Raniere Guimarães Cordeiro, che arriva in prestito con obbligo di riscatto dal Genoa. Il ragazzo è un classe '89, quindi è esperto e conosce già la categoria. Come Valon però ha l'incognita degli infortunii, che è rappresentano la sua unica vera pecca, in quanto interditore.

Cresciuto nell'Internacional di Porto Alegre, si distingue subito come centrocampista difensivo dalla grande intensità e aggressività, tanto da essere convocato nella Selecao, spesso manchevole proprio di mastini in mezzo al campo, a soli 20 anni. Metterà a referto 17 presenze e 1 gol in verdeoro. A mettere gli occhi su di lui è il Tottenham, che lo strappa alla concorrenza per la bellezza di 10 milioni di euro, cifra ragguardevole nel 2010.

In Inghilterra trova il calcio che fa per lui, fisico, muscolare, intenso, ma che ha anche qualche controindicazione. Il suo modo di giocare spesso lo spinge al limite e i problemi di infortunii iniziano a farsi sentire quasi subito. Colleziona infatti, nonostante sia titolare fisso, 106 presenze in quattro anni a Londra, con 19 presenze tra Champions ed Europa League e tre reti in campionato. Nell'estate 2014 passa al QPR, tornato in Premier League e alle prese con un mercato importante per restarci. È però un'esperienza tribolata. La squadra retrocede e lui riesce a giocare solo metà delle partite. Una breve parentesi di sei mesi al West Bromwich Albion in Premier (dove colleziona 12 gettoni) e un ritorno al QPR per poi volare in Turchia.

All'Antalyaspor Sandro sembra un po' nella sua parabola discendente, gioca poco e non viene granchè considerato in squadra, tanto da giocare solo 15 volte in un anno e mezzo. A puntare su di lui è però il Benevento, quasi condannato alla retrocessione in B ma che ha comunque voglia di onorare fino in fondo la Serie A. In Campania il brasiliano rinasce. Diventa un pilastro della squadra, ottiene la fascia di capitano e la sua diga in mezzo al campo è fondamentale per un girone di ritorno quasi incredibile per le Streghe. Nelle partite in cui non riesce a presenziare la sua assenza lì, nella zona nevralgica, si fa sentire eccome e riesce anche a mettere a segno un gol, nella sfida salvezza contro il Crotone.

Con i sei mesi in Campania l'interesse intorno a lui torna a crescere, diverse le squadre a cercare un mediano con la sua esperienza e il suo carisma in Serie A. A metterlo sotto contratto è il Genoa. In rossoblù i suoi limiti fisici sono evidenti, ma riesce comunque a scendere in campo 13 volte, dando spessore fisico alla mediana del Grifone. A gennaio però i liguri puntano a rinnovare la squadra ed ecco così che per lui si spalancano le porte dell'Udinese, quando i soldi cinesi sembravano ormai essere scritti nel suo destino. Per il verdeoro un compito non facile: aiutare gli altri senatori a portare un gruppo che ha ottenuto la sfiducia dei tifosi a una salvezza che mai come quest'anno è in pericolo.