Novembre 2014. Mario Balotelliveniva convocato per l'ultima volta dall'Italia ma non prese parte alla gara contro la Croazia e lasciò il ritiro per infortunio. Da allora, tre anni e mezzo fa, Super Mario non era più stato chiamato. Non da Conte, non da Ventura, non da Di Biagio. L'annata di Nizza, però, è stato naturale passaggio prima del meritato ritorno. 26 reti stagionali in 37 partite, una ogni 114 minuti. Balotelli è, nel bene o nel male, uomo copertina. Non sarà forse salvatore della patria, perché questa Italia ha problemi più profondi che un uomo d'attacco. Non sarà il perno titolare del primo ciclo di Roberto Mancini ma non si dica che è ritornato a vestire l'azzurro solo per il rapporto con il nuovo commissario tecnico. Balotelli ha segnato, ha giocato bene, ha fatto divertire i tifosi del Nizza, in Ligue 1 e in Europa. Si è meritato sul campo il ritorno in azzurro e ora, forse, sarebbe l'ora di ripartire da zero. Tutti. Di iniziare a giudicarlo per quel che fa sul campo, perché fuori pare aver abbassato definitivamente la cresta, uomo e non più ragazzo ribelle. Non gli si carichi, magari, sulle spalle il fardello dell'Italia. Un uomo solo non basta, non può bastare. Togliamo, allora, il Super, sopra citato. Bentornato, Mario.

Sezione: Notizie / Data: Dom 20 maggio 2018 alle 12:30
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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