Alessandro Gridel, allenatore dell'Udinese U17, ha parlato ai microfoni di The Factory di Media 24 in vista del match contro la Roma valido per i quarti di finale dei playoff (gara di ritorno il 12 giugno): “È una grande soddisfazione per noi come gruppo e per noi come Udinese, ma l’appetito vien mangiando. Siamo soddisfatti di essere arrivati fin qui ma l’obiettivo è continuare a fare bene e provare ad arrivare alla Final Four. Vogliamo dimostrarci competitivi contro una squadra come la Roma”.
Tra le prime due gare della post-season e la partita di domenica contro i giallorossi è passato un intero mese:
“Questo è un grosso peccato secondo me. Non è però che la fiducia sia scesa, anzi è aumentata ancora di più l’attesa per questa partita. Dopo il Sassuolo, essendo venuti da un torneo faticoso in Marocco e da due partite molto combattute nei play-off, abbiamo fatto una settimana di scarico e poi abbiamo iniziato a prepararci pensando esclusivamente a noi stessi; negli ultimi giorni abbiamo inserito anche un po’ di lavoro sull’avversario, per essere pronti anche rispetto a quello che fa la Roma. La nostra idea, però, resta quella di fare la nostra partita indipendentemente dall’avversario”. Questo è uno dei principi base che guidano il calcio di mister Gridel: “L’idea è sempre quella di far emergere i giocatori e far sì che le loro caratteristiche vengano fuori. Quello che abbiamo cercato di fare è dipendere il meno possibile dall’avversario o non dipenderne affatto; è giusto sapere da un lato che c’è un avversario contro di te, ma dall’altra parte riuscire a fare quello che vuoi tu in campo è la cosa migliore e la più piacevole per i ragazzi. È molto importante che i ragazzi abbiano piacere a giocare e credano in quello che fanno e il fatto di dipendere da loro stessi, di poter essere protagonisti della partita, è ciò che dà maggior soddisfazione in campo”.
Nel mese di attesa e lavoro trascorso dalla partita con il Sassuolo, il centrale bianconero Cristiano De Paoli ha avuto l’opportunità di vestire la maglia azzurra all’Europeo U17, facendo un’ottima figura:
“Sono molto orgoglioso di quello che ha fatto, ma lo siamo tutti come gruppo. È una delle più grandi soddisfazioni che possiamo avere quella di far emergere i singoli, perché e quello l’obiettivo. Lui se lo è meritato, è fortissimo e ha un’intelligenza straordinaria. Ha anche grandissime qualità tecniche e fisiche, è forte di testa, è forte nei duelli, ma sono proprio la capacità di lettura e l’intelligenza calcistica – e non – che lo fanno emergere. Al di là dell’Europeo e di quello che sta facendo con noi, credo avrà una grande carriera, perché è veramente forte”.
Alcuni suoi compagni, invece, hanno avuto un periodo più difficile:
“Abbiamo più di qualche acciaccato e qualcuno non ce la farà, ma non ho alcun dubbio che in campo ci sarà una squadra competitiva. Gli infortuni fanno parte del gioco e più va avanti la stagione più c’è la possibilità che magari qualcuno sia affaticato, qualcuno abbia qualche problemino, ma penso sia una cosa normale. Questo succede anche perché non siamo abituati a spingere fino a metà giugno, magari l’ultimo mese si rallentava un po’ mentre quest’anno abbiamo dovuto continuare a spingere. L’idea è stata di andare al massimo per avere condizione, poi qualche infortunio capita e dobbiamo accettarlo. Mi dispiace per i ragazzi che non ci saranno, ma penso che il gruppo sarà unito per questa partita”.
Domenica alle 14.00, sul campo di Teor, l’avversario, come detto, sarà la Roma, che ha terminato in testa il Girone C del campionato:
“Abbiamo raccolto un po’ di informazioni sulla Roma, abbiamo visto alcune loro partite. Sono una squadra forte ma lo sapevamo, come lo sono peraltro tutte le altre squadre arrivate fin qua. Loro sono abituati a giocare queste partite, hanno vinto quattro degli ultimi sei Campionati Under 17, giocando cinque finali su sei. È una società abituata ad un certo tipo di partite e, se per l’Udinese è la partita degli ultimi anni a livello giovanile, per loro invece è un’abitudine. La difficoltà potrebbe essere questa, affrontare una squadra abituata a questo tipo di partite qui. Dall’altra parte spero che venga fuori il nostro entusiasmo per il fatto di affrontare per la prima volta una partita così importante”. Sulla panchina giallorossa siede Alessandro Toti, un’istituzione a Trigoria per quanto riguarda il settore giovanile: “Personalmente non lo conosco, ma ho visto giocare la Roma ed è una squadra che gioca bene e che ha individualità, quindi è sicuramente un mister molto preparato. Tutti gli allenatori a questo livello, però, sono molto preparati e hanno anche dei valori al di fuori della parte legata al campo, perché per arrivare così avanti e restare in contesti come la Roma per tanti anni devi essere competente, devi saper gestire il gruppo, devi saper stare in un contesto di altissimo livello. Sarà un piacere affrontarlo, ma spero che la mia squadra sia migliore della sua, senza stare a vedere se sono più bravo io o è più bravo lui”.
I bianconeri faranno affidamento anche su quella che più volte mister Gridel ha sottolineato come una delle chiavi dei successi di questa stagione:
“Il gruppo è una parte fondamentale. Siamo un gruppo molto unito e questo ha portato sì a rimontare, ma ha portato anche ad unire le forze e a crederci sempre, anche contro avversari molto blasonati e fortissimi a livello individuale. Siamo sempre andati in campo consapevoli di poter giocare la partita come volevamo noi e di poter vincere o, quando non abbiamo vinto, di poter essere protagonisti contro tutti e, senza essere presuntuosi, è stato sempre così fino ad oggi. Porto l’esempio di una partita persa 3-0 contro l’Inter, che è la sconfitta più ampia che abbiamo subito in questa stagione ma anche una delle prestazioni migliori che abbiamo fatto, perché siamo stati protagonisti e per una buona parte della partita abbiamo giocato come volevamo noi, mettendo in grossa difficoltà l’avversario. Questo è l’obiettivo principale, poi se arrivano i risultati tanto meglio, soprattutto in questo momento. Affronteremo in ogni caso le partite con l’idea di giocare, di essere protagonisti e prima di tutto di divertirci, perché sono partite che poi si ricordano. È ovvio che poi te le ricordi di più se vinci, ma il rammarico lo hai se non le giochi al massimo delle tue possibilità”.
Quattro giorni dopo la gara di andata, a Trigoria si giocherà il match di ritorno, con la Roma che ha diritto al vantaggio del campo, ma non solo:
“In realtà a livello giovanile tra casa e trasferta cambia di meno, perché non hai 50.000 persone che ti trascinano. Lo svantaggio è che dobbiamo per forza vincere (con il pari dopo 180’ passerebbe la Roma, ndr), non ci sono supplementari e rigori nemmeno al ritorno, quindi dobbiamo fare un gol più di loro. Non so se sia giusto così, ma questo è il regolamento. Noi siamo arrivati terzi, loro sono arrivati primi e quindi va così”.
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