Volendo scartare l'ipotesi Ballardini in modo aprioristico, anche se il tecnico è stato preso in considerazione dalla società e ha parlato con lui per un possibile approdo ad Udine, insieme a Longo si fa il nome anche di Walter Zenga. L'ex Inter è a caccia di rilancio dopo che le avventure con Crotone e Venezia sono finite con due retrocessioni sul campo (i Leoni sono stati poi ripescati). Il tecnico avrebbe talmente tanta fame di rilancio che, stando a quanto si dice a Milano, avrebbe dato carta bianca all'Udinese sullo staff, aprendo alla possibilità di lasciare a casa uno come Benny Carbone, che ha sempre lavorato a strettissimo contatto con l'ex portiere. Questo per permettere ai bianconeri di lasciare come vice Luca Gotti, che ha l'amore della squadra dalla sua e pure la vox populi.

Sicuramente però sarebbe palese il contrasto di carattere dei due. Walter Zenga lo conosciamo bene, è una persona senza peli sulla lingua, sanguigna, che sa usare sia il bastone che la carota, ma che se serve usa la verga senza farsi troppe remore. Spesso ruvido in conferenza stampa se la domanda non è del tutto pertinente, in allenamento entra come un martello nella testa dei giocatori, che se lo seguono sono capaci di dare anche il 200% delle loro possibilità, ma che nel momento in cui non sono più in sintonia con lui mollano. D'altronde a Venezia così è andata. Al momento del suo arrivo Walter non ha effettuato cambi particolari a livello tattico, ma ha dato una grossa scossa a giocatori che sembravano già scarichi dopo pochi match. Poi però. nel momento in cui gli è sfuggito il manico, i lagunari, da sorpresa del campionato, si sono trasformati in disastro, vincendo solo due partite in circa quattro mesi. Ergo tutti devono seguirlo, altrimenti si può finire in cattive acque.

Gotti ha dimostrato di essere una persona dal carattere completamente opposto. Sempre pacato e tranquillo, quasi un gentleman inglese verrebbe da dire. Ha messo i giocatori nei loro ruoli e in campo li ha sostenuti dando anche dritte ovviamente a livello tattico, facendo onore a quello che è il suo vero ruolo. Molti dei meriti dei gol vanno a lui. Sul primo De Paul trova è vero il tiro della domenica, ma tutto nasce da un ottimo gioco corale, orchestrato da Okaka e Nestorovski, che hanno creato spazio all'argentino per sparare la sua saetta. Non ha poi ecceduto nella felicità, nonostante una vittoria che nessuno si aspettava su un campo spesso maledetto per i bianconeri. Un uomo a sangue freddo verrebbe da dire.

Unire dunque un uomo a sangue caldo con uno a sangue freddo. Sarebbe possibile? Difficile da dire. Sicuramente Zenga nell'immediato potrebbe dare molto a livello caratteriale, a differenza magari di un Longo che è molto più "delicato" nell'entrare in una nuova realtà. Sarebbe da vedere poi quanto l'Uomo Ragno, sempre molto deciso, sarebbe disposto a prestare orecchio allo stratega Gotti, che dà le sue opinioni con estrema calma e che è l'uomo che davanti alla tempesta non si allarma, ma neanche urla alla carica, semplicemente si adatta e cerca di porre rimedio alla situazione.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 06 novembre 2019 alle 08:00
Autore: Davide Marchiol
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