Il 20 giugno rinizia il campionato. Piaccia o non piaccia si tornerà in campo e i punti in palio saranno fin da subito pesantissimi. Sarà calcio vero, non saranno ammessi sbagli. La classifica là dietro è troppo corta e anche l'Udinese, come d'altronde tutte quelle che si trovano in quella zona, rischia.

E' di soli tre punti il margine che separa i bianconeri dalla B, troppo pochi per dormire sonni tranquilli. In uno scenario imprevedibile come quello che si prospetta all'orizzonte tutto può succedere. Valori azzerati, fattore campo cancellato, ogni partita racconterà una storia a sé. Puoi vincere a Bergamo, puoi perdere con la Spal, non esistono risultati già scritti in partenza. 

Non possiamo parlare di finale, questo è a tutti gli effetti un altro campionato. Si riparte da zero, e sottolineo zero, per giocare un mini torneo da 12 partite con l'obiettivo salvezza. 

Tre partite a settimana, questo la cosa che mi preoccupa di più. Dopo le cessioni di gennaio, su tutte quelle di Pussetto e Barak, la rosa dell'Udinese si è fatta corta, forse troppo. Con partite ravvicinate, condizione che, dopo due mesi di lockdown forzato, non potrà essere delle migliori e il gran caldo estivo in arrivo, le alternative faranno la differenza. Quelle squadre che avranno più cambi a disposizione, viste anche le cinque sostituzioni, saranno sicuramente avvantaggiate. Soprattutto in certi ruoli, Gotti sarà invece costretto ad inventarsi qualcosa.

La forma? Si troverà giocando. Sicuramente i bianconeri, giocatori di stazza per chili e centimetri, faranno fatica all'inizio. L'Udinese non è una squadra brevilinea, di quelle a cui basta davvero poco per entrare subito in forma, ma ha una fisicità davvero importante. Diesel come Okaka, Fofana, Ekong hanno avranno bisogno di un attimo di tempo in più per ritornare su livelli atletici importanti. 

Cambio di modulo? Escluso a priori. Si punterà sulle certezze, non vi è tempo per fare esperimenti. L'Udinese giocherà con il suo classico modulo, il 3-5-2. Gotti non azzarderà, cercherà ritrovare quei meccanismi, quel gioco che iniziava finalmente a convinccere dell'ultimo mese e mezzo di campionato.

Le avversarie sono agguerrite. Anche chi era già stato dato per spacciato proverà ora a giocarsi le proprie carte. Se per Spal e soprattutto Brescia la missione resta comunque proibitiva, il Lecce di Liverani può davvero impensierire chi gli sta davanti. Genoa, Samp, Torino, Fiorentina e Udinese stessa non potranno sottrarsi alla lotta. 

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 31 maggio 2020 alle 16:28
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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