La tifoseria incontra i vertici dell'Udinese: le sensazioni sembrano positive

02.03.2019 18:13 di Franco Canciani  articolo letto 1589 volte
La tifoseria incontra i vertici dell'Udinese: le sensazioni sembrano positive

Alla fine c’è stato: l’incontro prima tenuto confidenziale, poi reso pubblico (volutamente o meno?) fra il potentato della S.p.A. rappresentato da Giampaolo Pozzo, dal direttore generale Collavino e da quello sportivo Pradé e un gruppo scelto (detto senza malizia alcuna) del tifo organizzato si è tenuto stamane nella prestigiosa pancia dello Stadio Friuli-Dacia Arena.

Come sarà andato? Dicono ‘bene’. Sembra, infatti, che ci sia stata una parziale ammissione di responsabilità per gli errori commessi da parte della società, molti chiarimenti e toni (ovviamente aggiungerei io) non sempre tranquilli, ma nell’assoluto rispetto dei ruoli e della necessaria educazione. Ogni domanda, posta senza alcun canovaccio preaccordato, ha trovato una risposta e questo, secondo me, è un passetto avanti.

Uno dei punti nevralgici della discussione è stata la comunicazione, a nostro parere vero vulnus del rapporto fra gestione bianconera ed ambiente circostante. Capirsi è difficile se anche parlarsi risulta, a volte, impossibile. La stessa società ha proposto di dare a questi incontri una certa periodicità. Con la promessa di migliorarla: attendiamo di vedere se ciò avverrà. Moderata soddisfazione da entrambe le parti, tanto da ipotizzare una certa periodicità futura per incontri come questi.

In seguito la delegazione dei supporter bianconeri ha assistito alla rifinitura ed ha conferito con squadra e tecnico.

Trapelerebbe un certo ottimismo da entrambe le parti, con la promessa di un rinnovato impegno sul campo da parte dei giocatori, e contestualmente di una bolgia per una gara nella quale ci si gioca una bella fetta del futuro.

Fin qui quello che abbiamo saputo da chi c’era. 

Personalmente rimarrò totalmente atarassico alla vigilia di una gara che per me sarà non difficile, ma complicatissima. Sinisa è un bel tipo, 250 panche di massima serie in 11 anni di carriera ma soprattutto, al netto di qualche discutibile scelta tecnica, la sensazione di un’impronta definita conferita alla formazione allenata. Nicola e i suoi faranno bene a dare il 150% di quanto hanno in corpo: potrebbe non esserci un domani, a prescindere dalle tante gare che ancora mancano.