Giornata di presentazioni in casa Udinese. Oggi è il turno dell'ultimo arrivato: David Alaba. Acquistato a parametro zero, l'austriaco ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027 ed è pronto a iniziare la sua avventura in Italia in bianconero.

Franco Collavino: "La presentazione di Alaba è uno dei momenti più importanti della nostra storia. Non c'è necessità di grandi parole, ha conquistato titoli a livello internazionale indossando maglie di alcuni dei club più prestigiosi al mondo. David arriva nel secondo club più antico d'Italia che ha oltre 130 anni di storia che negli anni ha saputo costruire una propria riconoscibilità dal punto di vista della sostenibilità nel tempo. Grazie all'ambizione della famiglia Pozzo siamo riusciti a creare una stabilità importante. Non è venuto qui per concludere la sua carriera. Non viene qui a celebrare il proprio passato ma per essere protagonista del nostro presente. A lui chiediamo di incidere su tutto quello che può incidere, dal campo alla cultura del club. Per noi è davvero un orgoglio averlo qui".

Gian Luca Nani: "Solitamente alle grandi squadre abbiamo sempre venduto i giocatori, mentre questa volta lo abbiamo preso. Ringrazio David perché con la sua presenza dà lustro a quello che è il nostro progetto. Abbiamo giocatori dal calibro importantissimo, è difficile trovare uno con un palmares così. La trattativa è nata due settimane fa e si è portata avanti in grande silenzio. Non abbiamo potuto coordinarci da questo punto di vista, è fondamentale per una società come noi avere un giocatore così. Lui viene qui per continuare la sua carriera".

Gokhan Inler: "Da parte mia è una cosa molto speciale. Dal primo giorno quando David è arrivato in Friuli sono stato subito al suo fianco. Sentire questa emozione ed energia che metteva in campo e riviverla ora a distanza di anni è qualcosa di fantastico. Trasmette tanta carica, vuole vincere più partite possibile e ben venga questo tipo di mentalità al club. Possiamo tutti imparare da lui". 

David Alaba: "Vi ringrazio per questo caloroso benvenuto, mi avete fatto sentire a casa molto velocemente. Non vedo l'ora di iniziare".

Chi e che cosa ti ha convinto a scegliere l'Udinese?

"Ho parlato principalmente con l'allenatore, mi ha convinto del progetto che c'è qui e mi sono preso il giusto tempo per prendere questa decisione. Con il tempo mi sono convinto che questo è il percorso corretto per me perché credo che possa essere il percorso giusto per me. Ho sempre voluto giocare in Serie A". 

Hai parlato prima dell'Udinese con altri club italiani?

"Sì".

Come stai?

"Fisicamente mi sento molto bene, sono pronto a giocare. Ho fatto allenamenti con il gruppo e posso dire che sono pronto a giocare".

Dove preferisci giocare in campo?

"Nelle ultime settimane ho parlato tanto con l'allenatore e negli ultimi anni ho giocato principalmente come difensore centrale. Personalmente penso possa essere il posto dove posso fare meglio. Sono duttile, quindi posso essere impiegato anche in altri ruoli". 

Puoi giocare eventualmente anche in mezzo al campo?

"Penso di sì. Sono sempre stato un giocatore molto flessibile. Posso giocare in molti ruoli e sono qui per aiutare la squadra".

Cambia un po' il tuo ruolo adesso che non sei in uno spogliatoio di campioni ma di giovani?

"Non la vedo per forza così. Non è la prima volta nella mia carriera che avrò il ruolo di fratello maggiore. Sono una persona che è molto felice di assumersi le responsabilità anche nella nazionale austriaca. Personalmente ho sempre cercato di avere questo ruolo anche al Bayern Monaco e al Real Madrid".

La Nazionale austriaca è ancora un obiettivo?

"Sono sempre in contatto con il Ct, abbiamo un ottimo rapporto e credo che questa mia avventura all'Udinese possa aiutarmi a riprendere al meglio. Abbiamo deciso in maniera consensuale di saltare questo turno di convocazioni". 

Cosa sapevi di questo club prima di venire qui?

"L'Udinese è una squadra di tradizione. È una società storica, naturalmente conoscevo già l'Udinese e ho parlato anche con amici e calciatori che giocano in Italia che mi hanno aiutato a prendere questa decisione in maniera consapevole". 

Sente il peso di una responsabilità di arrivare a rappresentare un punto fondamentale nella storia di questo club?

"So perfettamente che tipo di giocatore sono, sono qui per giocare a calcio. Sono qui per scrivere le prossime pagine della mia storia da calciatore. So quali sono le mie qualità e voglio metterle a disposizione della squadra. Le voci esterne non mi interessano"

Ti piace la città?

"Mi piacciono molto, è una piccola città italiana ma molto bella. Mi sono sentito molto bene, la società ha delle infrastrutture fantastiche e tutti i collaboratori sono davvero accoglienti. Non direi che sono stato stupito ma è tutto fantastico". 

Non siamo molto lontani dal confine con l'Austria, giocherai contro tuoi connazionali:

"Sicuramente i tifosi austriaci ti fanno sentire a casa, mi sento davvero molto bene qui anche vedendo qualche faccia familiare". 

Per Nani: con l'inserimento di un campione così, si alzano le aspettative?

"Una società come l'Udinese deve arrivare ad arrivare il prima possibile a 40 punti, poi un vincitore come Alaba può di certo aiutare ad alzare l'asticella e anche la mentalità della squadra". 

Quali giocatori conoscevi qua in Italia?

"Ho parlato con tanti amici che hanno giocato qui in Italia, come Modric con cui parlato molto in questa ultime settimane. Mi sono confrontato poi con Ribery e Arnautovic, sicuramente sono persone che mi hanno presentato questo campionato".

Giocherai centrale o braccetto di sinistra?

"Ho parlato con l'allenatore, sarà una sua decisione dove giocherò. Posso fare sia il centrale che il braccetto, ma dovete chiederlo a Runjaic".

Per Nani: l'acquisto di Alaba è un'opportunità, ma anche un'esigenza?

"Noi abbiamo sempre mostrato che di fronte a grandi calciatori quando si presenta un'opportunità noi siamo sempre vigili e presenti. Runjaic ci chiedeva un altro giocatore nel ruolo. Questo ci ha convinto a puntare su di lui". 

Hai avuto modo di conoscere i tuoi compagni di reparto: un tuo parere sulla difesa?

"Per un periodo ero con la nazionale, poi sono arrivato qui e ho iniziato ad allenarmi con la squadra da poco. Solet è un giocatore di qualità, è un giocatore di livello". 

Nelle tue prime dichiarazioni come giocatore dell'Udinese hai detto che hai ancora tanto da dimostrare a te stesso: cosa vuol dire?

"Sono venuto qui per il mio futuro e non per il mio passato. Non devo dimostrarmi nulla ma sono venuto qui per costruire un nuovo capitolo nella mia carriera aiutando questa squadra".

Per Nani: ci può spiegare meglio cosa intende con la frase che rilasciò 'questa squadra mi ricorda quella del 2011 di Guidolin'?

"Il fatto che si sia partiti meno bene rispetto ai campionati precedenti non vuol dire che non si possa ambire a risultati migliori. Anche quella squadra di Guidolin partì co 4 sconfitte e poi fece bene. Puntiamo molto sulla qualità dei nostri calciatori e l'arrivo di Alaba conferma ciò. La Serie A è un campionato difficile e il nostro obiettivo primario deve essere sempre quello di arrivare l prima possibile ai 40 punti".

Ti senti pronto per il Torino? Cosa ti aspetti dalla Serie A?

"Negli ultimi anni ho sempre seguito la Serie A, è uno dei migliori campionati di Europa. Mi sono inserito bene in squadra e fino a lunedì ho ancora un po' di tempo per sentirmi bene. Poi la decisione spetta al mister".

Cosa pensi dell'Udinese?

"La squadra ha tante qualità, le ho viste in allenamento. Ho visto le ultime due gare e non solo ho visto del potenziale ma anche qualità. Contro il Cagliari per 90 minuti siamo stati i migliori in campo. Sicuramente la partita non era facile e a volte il calcio ha dei risvolti diversi rispetto a quello che ci si aspetta. Bisogna aspettare le prossime settimane per riuscire a fare i punti sul campo per costruire quella consapevolezza necessaria per vincere le partite. L'Udinese però ha già dimostrato di saper giocare a calcio". 

 Con Inler vi eravate già affrontati da giocatore, che ricordi hai di quelle sfide?

"Mi ricordo che era un giocatore molto duro, non era facile giocarci contro. Abbiamo giocato entrambi a centrocampo ed è stato molto aggressivo, ma abbiamo vinto quindi bene così". Inler: "Si ricorda bene, adesso questa nostra forza dobbiamo metterla sia dentro che fuori dal campo. Siamo pronti a partire forte".

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 11:24
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!