Palermo-Palermo 1-0
della capolista affermata e con la concretezza dei più forti. La Juventus non si fa condizionare dall’imminente e decisiva trasferta di Dortmund, Allegri applica un turnover moderato e a Palermo i bianconeri colgono la diciannovesima vittoria in campionato, la prima in trasferta nel 2015, dopo tre pareggi consecutivi lontano da Torino. La Juventus non ha sprecato troppe energie, ha controllato i rosanero, apparsi troppo remissivi e ha colpito grazie ad un gol meraviglioso di Morata, ormai punto fermo per l’attacco bianconero. Vazquez e Dybala, possibili obiettivi di mercato e temuti tantissimo alla vigilia, non hanno mai creato pericoli e così la Juve è riuscita a vincere di misura. Uno 0-1 che dà morale e che permette di affrontare il Borussia con la massima serenità, visto che in Serie A i bianconeri si confermeranno con ogni probabilità campioni per la quarta volta consecutiva: +14 a 11 giornate dal termine, impensabile vedere una rimonta della Roma a questa Juve.
Nel primo tempo regge l’equilibrio. I due speculari 3-5-2 si contrastano perfettamente e la Juventus, con tanti titolari inizialmente a riposo in vista della trasferta di Dortmund (Vidal, Morata, Evra, più Pirlo infortunato e Pogba squalificato), pur essendo propositiva, non riesce mai davvero a spaventare Sorrentino. I rosanero di Iachini, molto più difensivi del solito e bravi nel gestire il possesso (49% contro 51% Juve), puntano al contenimento e, dovendo concedere poco, raramente ripartono. La coppia Vazquez-Dybala non si accende mai e Tevez, dall’altra parte, mostra un’imprecisione che raramente gli appartiene. La prima frazione si chiude così con poche emozioni e sullo 0-0. Nella ripresa il Palermo sale di tono, obbliga la Juventus ad arretrare e sembra poter colpire. Al 60’, però, Allegri inserisce Morata per lo spento Llorente e la Juventus si scuote. Prima Tevez impegna Sorrentino, poi Lichtsteiner di testa va vicino al gol e poi lo spagnolo a 20 minuti dal termine si inventa una magia: lancio di Marchisio, controllo di Morata, che punta Andelkovic e poi dal limite si inventa un mancino a giro magnifico. 0-1 Juventus, decimo centro stagionale per l’ex Real (settimo in campionato). La solidità finale della Juventus non dà opportunità al Palermo di rimonta finale. Altri tre punti, il vantaggio sulla Roma sale a 14 punti punti, quando mancano solo 11 giornate al termine del campionato.
Cagliari-Empoli 1-1
Il Zeman-bis inizia con un pari beffa maturato al 93’ che vanifica una gara interpreta alla grandissima per 70’. Ci pensa Vecino a regalare a un Empoli in balia dell’avversario per tutto il primo tempo a trafiggere Brkic con un diagonale a 30” dal fischio finale e ad acciuffare un 1-1 fondamentale nella corsa salvezza. Brutta botta dal punto di vista psicologico per i sardi che hanno pagato a caro prezzo il fatto di non aver segnato il 2-0 nel primo tempo quando Mpoku e Joao Pedro hanno colpito due pali clamorosi e Sepe ha costretto almeno due o tre interventi fondametali. Nella ripresa il ritmo è calato, i cambi di Sarri hanno colpito nel segno e il Cagliari in debito d’ossigeno ha concesso campo all’Empoli che dopo aver sfiorato il pari con Rugani e lo stesso Vecino hanno trovato la rete dell’1-1 nei minuti di recupero che vale il settimo risultato consecutivo e il 15esimo pareggio stagionale. Il Cagliari invece resta terzultimo e dovrà essere bravo in settimana a ricostruire il morale: la sensazione però è che se giocherà con questa intensità e seguirà i dettami del suo allenatore la rincorsa per la salvezza sia ancora possibile.
Il Cagliari parte a mille pressando alto l’Empoli e non facendo ragionare Rugani, Barba e Signorelli con un pressing asfissiante che sorprende non poco i toscani. L’assenza di Valdifiori si fa sentire e il Cagliari crea subito occasioni da gol soprattutto con Joao Pedro che al 19’ con un tiro a giro spiazza Sepe facendo esplodere il Sant’Elia. Galvanizzato dal vantaggio i sardi alzano ancora il baricentro: Crisetig al 23’ con un tiro deviato impegna Sepe mentre al 27’ e al 33’ ci pensano i pali a frenare Joao Pedro e Mpoku a trovare il 2-0 che sarebbe meritatissimo. L’Empoli nel primo tempo così è tutto in una ghiotta occasione divorata da Maccarone che da centroarea sbaglia un rigore in movimento graziando Brkic e facendo intravedere delle crepe nella difesa più battuta del campionato. Nella ripresa Sarri nel primo quarto d’ora cambia gli impalpabili Croce e Michelidze ed inserisce Zielinski e Pucciarelli. Le sostituzioni rianimano i toscani ma soprattutto a cambiare è il pressing e il ritmo impresso dal Cagliari che cala nettamente e non riesce quasi mai a rendersi pericoloso dalle parti di Sepe. I sardi così sono costretti minuto dopo minuto a subire il forcing dell’Empoli che sfiora il gol con Rugani al 79', sugli sviluppi della solita palla inattiva battuta meravigliosamente. Sono le prove del pari che matura nel modo più imprevisto: 93’ discesa di Mario Rui la difesa del Cagliari si fa cogliere impreparata e Vecino sul secondo palo con un rasoterra chirurgico batte Brkic sigillando l’1-1.
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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