Salvini: "Ancelotti non confonda razzismo e rivalità di quartiere"

07.01.2019 20:30 di Emanuele Calligaris Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
Salvini: "Ancelotti non confonda razzismo e rivalità di quartiere"

Matteo Salvini, ministro dell'Interno, ha rilasciato delle dichiarazioni al termine del vertice organizzato da lui stesso presso la "Scuola Superiore di Polizia" a Roma a cui hanno partecipato tutti i massimi esponenti del calcio italiano: "Sono soddisfatto per questa riunione operativa. Poche parole, tanti progetti. Ringrazio tutti gli esponenti del mondo del calcio presenti. Ci tengo a partire dai numeri, è chiaro che nel 2018 non si può morire di calcio, anche se l'uso dei coltelli c'entrano poco con il calcio. Fortunatamente, i numeri dei morti, dei feriti e degli arrestati sono in calo e dicono che il calcio è uno sport sempre più sano. Anche i DASPO sono in diminuzione, adesso sono 6500. Ogni settimana si muovono 12 milioni di persone e 6mila sono i teppisti. Non bisogna quindi confondere i tifosi con questi delinquenti. L'obiettivo del tavolo di oggi è di eliminare la violenza, dentro e fuori gli stadi, e useremo ogni mezzo per riuscirci. Il calcio è emozione, gioia, passione ed educazione. E' un'opportunità per migliaia di ragazzini di provincia".

Sul costo delle forze dell'ordine: "Il numero degli agenti impiegati è notevole e ci piacerebbe che il costo fosse condiviso dal mondo del calcio. Vogliamo tornare a riorganizzare la trasferte collettive. Sono più facilmente controllabili mille tifosi su un treno che cento macchine che entrano in città. Bisogna responsabilizzare i tifosi e fare capire loro che chi sbaglia paga. Chi sbaglia da tesserato deve pagare il doppio, gli allenatori e i giocatori hanno più responsabilità. L'errore è mettere tutti sullo stesso piano. È molto scivoloso il tema della sospensione delle partite in caso di cori, rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. D'accordo a non sospendere Inter-Napoli, ci sarebbero stati tanti problemi fuori. Lavoriamo per gli stadi di proprietà con camere di sicurezza, che permettono di individuare subito i colpevoli. Come in altri paesi gli steward devono avere più potere".

Sulle partite di notte: "Al rientro dalla sosta ci sarà Genoa-Milan, in programma di sera. Non per i cori dentro, ma per ciò che potrebbe accadere fuori. Storicamente i rapporti tra le due tifoserie non sono idilliaci. Preferirei quindi che si giocasse di giorno: il calcio è business, ma è anche gioia. Il diritto alla felicità viene prima dell'incasso. Sono contrario al divieto di trasferta, alla chiusura degli stadi e dei settori: sarebbe la sconfitta dello Stato".

E' deluso dal fatto che non siano stati invitati i rappresentanti delle curve oggi?

"Per me è un vantaggio conoscere il tema della curva, da quando avevo 15 anni che ci vado. Ho incontrato anche alcuni delinquenti ma chi va allo stadio per spacciare o fare scommesse clandestine non è mio interlocutore. Sono convinto che la risoluzione del problema passi attraverso la responsabilizzazione dei tifosi, di quelli che hanno intenzione di collaborare".

Ancelotti ha detto che in caso di cori razzisti la prossima volta il Napoli lascerà il campo...

"Spero non si ripetano episodi simili. Non confondiamo il razzismo, che va condannato, con il bello del calcio, che è anche rivalità di quartiere. Chiudere gli stadi o sospendere le partite è una sconfitta del calcio".

Ha detto che non guarderà la Supercoppa, ma ha senso boicottarla?

"Guarderò una fiction. Non voglio boicottarla, mi limiterò a non vedere Juventus-Milan. Giocare la Supercoppa italiana in Arabia è un ossimoro, non ce la faccio a vedere una gara tra veli e burqa".