Andrea Stramaccioni sta lavorando perfettamente. Sulla panchina dell'Udinese, il tecnico ex Inter sta dimostrando il proprio valore, al di là della sconfitta per due a zero rimediata contro la Juventus. Al di là dei sorrisi di circostanza, poiché i bianconeri più titolati nella passata stagione sono arrivati a 103 punti - roba che difficilmente avverrà un'altra volta - ammazzando il campionato nella seconda parte, l'Udinese si è issata al terzo posto in solitaria anche grazie a una tenuta difensiva quasi impeccabile, un attacco che segna poco ma una retroguardia che non subisce quasi mai le iniziative avversarie. Vincere contro Napoli e Lazio, in tre giorni, rimane un traguardo prestigioso, raggiunto anche grazie alla maturità di Stramaccioni, passato da un calcio zemaniano (come risultati) a uno più prudente.
Ecco, Stramaccioni è forse l'ennesima vittima di un'Inter costretta a vincere. E troppo spesso senza un'idea di gioco, nel senso più stretto del termine. Difficile paragonare due realtà così diverse come Milano o Udine, ma la partenza di Strama in nerazzurro aveva fatto illudere tutti, sebbene i gol subiti fossero davvero troppi sin dall'inizio. Invece dopo l'apogeo, toccato nella vittoria contro la Juventus a fine novembre (dove sembrava tornata finalmente l'Inter del Triplete) la società si era accartocciata su se stessa, fino ad avere il braccino in occasione del mercato invernale, dove si decise di puntare su Rocchi, con risultati tutt'altro che geniali. Insomma, i due club hanno (avevano?) una filosofia diversa, anche e soprattutto in materia di allenatori. Vero è che Guidolin sta trattando la buonuscita (per tornare ad allenare?) ma l'Udinese prova quasi sempre a dare carta bianca al proprio tecnico. E, per ora, Strama sta facendo benebbene, come direbbe lui.

Sezione: Notizie / Data: Ven 26 settembre 2014 alle 09:00
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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