Criscitiello: "Giocando con la mentalità messa in mostra con la Juve l'Udinese non si può salvare, bisogna scendere in campo sempre per giocarsela, i tifosi fondamentali in casa"

13.03.2019 08:00 di Davide Marchiol   Vedi letture
Criscitiello: "Giocando con la mentalità messa in mostra con la  Juve l'Udinese non si può salvare, bisogna scendere in campo sempre per giocarsela, i tifosi fondamentali in casa"

Michele Criscitiello è intervenuto a Udinews TV per commentare la situazione in casa Udinese: “Siamo tutti sulla stessa barca e sulla stessa lunghezza d’onda, l’Udinese a Torino non è scesa in campo perché probabilmente a) troppo timore reverenziale e b) che la Juventus pensasse veramente solo alla gara con l’Atletico Madrid che per Allegri vale una stagione. Naturalmente l’Udinese così non può costruire la sua salvezza non tanto perché Nicola ha sbagliato la formazione, gli uomini a disposizione erano quelli e il direttore Pradè lo ha detto chiaramente, se da una parte abbiamo letto che la Juventus giocava con la squadra C ha sicuramente giocato un’Udinese B perché se togli 7-8 elementi all’Udinese non è come toglierne 3-4 alla Juventus, perché c’erano comunque Matuidi, Emre Can, Kean, giocatori che fanno la differenza anche nella Juventus. Questo non toglie che la prestazione non c’è stata e non è stata sotto la sufficienza, ma pari allo zero, l’Udinese che in tutte le partite devi giocartela a partire da domenica a Napoli, porti a casa un punto? Oro, porti a casa tre punti? Miracolo, porti a caso zero punti? Amen, ma devi giocare comunque a calcio e non mollare dopo pochi minuti perché nel calcio può succedere di tutto, il problema dell’Udinese e in generale della Serie A è che sinceramente mi sembra che tutti vadano a Torino contro la Juventus sapendo che è una passeggiata, forse c’è Cristiano Ronaldo, nel caso dell’Udinese no, Dybala ha fatto qualche minuto e Bonucci è entrato a gara in corso. Io credo che sinceramente l’Udinese ha a disposizione 12 partite e 36 punti, deve farne una dozzina, ma deve stare comunque attenta perché il problema, dobbiamo dirlo, è stato la prestazione, tutti sappiamo che in queste due trasferte si potrebbero raccogliere zero punti, è un rischio concreto, ma Nicola doveva preparare meglio una partita che spesso si prepara da sola e che invece così non è stato, si deve ripartire, adesso bisogna andare a Napoli puntando a giocarsela per poi preparare nella sosta la partita fondamentale contro il Genoa, poi ci saranno anche Frosinone, SPAL etc., scontri salvezza cruciali dove la Dacia Arena sarà fondamentale come contro il Bologna. Per questo, lo ribadiamo e lo ribadiremo anche nelle prossime settimane oggi più che mai l’Udinese ha bisogno dei suoi tifosi. Una volta era l’Udinese che trascinava, come giocatori, come squadra e come società i tifosi, questa volta è il pubblico che deve trascinare e per una volta, per due volte, anche per tre anni consecutivi ci può stare che i tifosi debbano trascinare più degli altri anni. Non sono gli anni di Di Natale, Sanchez, Inler, Isla e Allan? Amen, bisogna fare fronte comune poi si tirerà una linea e capiremo i buoni e i cattivi e poi si preparerà la prossima stagione”.