L'eventuale ripresa metterà a dura prova le rose, soprattutto quelle corte

16.05.2020 17:57 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
L'eventuale ripresa metterà a dura prova le rose, soprattutto quelle corte

Sarà messa a durissima prova la rosa di tutte le squadre di Serie A nel caso in cui la tanto discussa ripresa dovesse vedere la luce. I contrasti si sono riscatenati forse anche più forti di prima dopo una prima tregua in cui il 13 giugno sembrava ormai potesse essere la data che metteva d'accordo tutti. Il protocollo medico infatti ancora non convince e quindi chissà se ora ci sono i tempi tecnici per riprendere da quel giorno. Si restringe dunque sempre di più la finestra temporale in cui si dovrebbero giocare le ultime 12 partite. Già però così bisognerebbe giocare ogni tre giorni fino a fine agosto per portare a termine la stagione 2019/2020, ammesso che si possa effettivamente evitare di mettere in quarantena tutta la squadra nel caso di una positività senza correre rischi medici.

Con una densità così alta di partite la rosa delle squadre sarebbe appunto fondamentale, con tutti i 20 elementi che diventano dei potenziali titolari senza più differenza tra prime e seconde linee, visto che pensare a un nucleo di soli 11 giocatori è impossibile. Contando inoltre il fatto che ci sarebbero i cinque cambi e il rischio infortunii sarebbe elevatissimo, ecco che molti club sembrano avere un organico troppo corto, anche perchè studiato per giocare una volta a settimana e soprattutto con tutti i limiti alla rosa imposti dal regolamento della Lega. Ovviamente le regole sono state imposte perchè in una situazione normale c'era un problema di organici extralarge, con elementi che spesso rimanevano fuori da qualsiasi contesto.

Proprio per adempiere a queste limitazioni l'Udinese, la cui ampiezza della rosa faceva discutere già in una situazione normale, ha sempre fatto uscire un elemento prima di comprarne un altro. "Abbiamo 19 giocatori di movimento per 10 posti, molti possono ricoprire più ruoli, abbiamo dunque due profili per ogni ruolo, dobbiamo fare un girone di ritorno, non un intero campionato", con queste parole il DT Pierpaolo Marino aveva dissipato le polemiche post mercato di gennaio. Il problema è che ora la richiesta della Lega è di praticamente giocare un nuovo campionato e chissà se i 19 uomini di movimento basteranno per rispondere alle esigenze di questa situazione così anomala. Giocare ogni tre giorni sarà dura per tutti e la rosa allargata potrà dare una mano, purtroppo Gotti non potrà contare su questo vantaggio e dovrà spremere il più possibile chi ha a disposizione, con gli elementi usati meno nei mesi passati che potrebbero avere la chance di mostrare il proprio valore. Resta il fatto che molte squadre pensate per finire il campionato dovranno ora invece giocare come se avessero le coppe, un'incognita in più che può sconvolgere gli attuali equilibri di una classifica che con tutta probabilità alla fine sarà molto diversa da come la vediamo oggi.