Dietro Bologna e Frosinone sono pronte ad rinforzarsi e noi a gennaio che faremo?

20.12.2018 12:00 di Stefano Pontoni Twitter:   articolo letto 2266 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dietro Bologna e Frosinone sono pronte ad rinforzarsi e noi a gennaio che faremo?

Tre partite per chiudere un triste 2018. Servirebbero almeno 7 punti, qualcuno si accontenterebbe anche di 4, altri invece dicono o 9 o nulla. Poco importa quanti saranno, l'annata è in ogni caso da dimenticare. L'Udinese va sempre più giù, precipita dove nemmeno i più pessimisti avrebbero mai immaginato. Un crollo verticale che rischia, questa volta per davvero, l'epilogo della retrocessione. 

Da qui a maggio di tempo per rimediare le cose ancora ce n'è, tante partite per risollevarsi dal basso ed evitare la cadetteria. Nulla ancora è del tutto perduto, c'è un'ultima di chance per rimediare agli errori compiuti. Un'occasione che risponde al nome di calciomercato. Per giovedì 3 gennaio è fissata data di inizio della finestra di trattative in entrata e uscita. L'Udinese ha l'obbligo di fare qualcosa. Non operazioni di contorno ma investimenti importanti. 

Sì, perché dietro non stanno a guardare. A Bologna Saputo dice di aver pronti 50 milioni per sistemare la rosa. Nel mirino ci sono Gagliardini e Gabbiadini, due nomi pesantissimi per i bassifondi. Lo stesso Frosinone, che sabato arriverà qui al Friuli, si rafforzerà, come promesso ieri dal presidente Stirpe in conferenza stampa. 

Per questo l'Udinese non può stare a guardare ma deve agire. Gino Pozzo e Pradè devono trovare quei rinforzi necessari per far dell'Udinese una vera e propria squadra e non, come spesso purtroppo si è visto, un'accostamento casuale di pedine che sembrano non poter giocare assieme. Per far sì però che ciò accada sarà indispensabile aprire il portafogli, cacciare almeno 15/20 milioni per un centrocampista e per una punta. Una cosa inusuale, soprattutto a gennaio, mese in cui a Udine è vero che non si vende ma nemmeno si compra. Sarà possibile? La storia passata ci indurrebbe a dire di no ma l'allarme rosso suona all'impazzata e forse anche ai piani alti ci si è resi conto che davvero il 2019 potrebbe essere l'anno del tracollo in B.