Behrami, il capitano, fuori dopo quaranta minuti. Il simbolo di un momento buio pesto

28.01.2019 16:07 di Davide Marchiol   Vedi letture
Behrami, il capitano, fuori dopo quaranta minuti. Il simbolo di un momento buio pesto

È un momento buio in casa Udinese, buio pesto, dove si fatica a vedere una via d'uscita. Il 2019 è partito con due sconfitte, quella interna contro il Parma e quella con il poker di Marassi. La SPAL, a pari punti fino a domenica, è andata al Tardini ribaltando uno svantaggio di due reti a zero contro i ducali, giusto per fare un esempio di cosa sono in grado di fare le squadre che sono in fondo alla classifica. I bianconeri invece contro la squadra di D'Aversa hanno ottenuto una sconfitta con due errori risibili e grotteschi gettando al vento un punto prezioso per la corsa salvezza. Poi è arrivato il 4-0 di Genova, dove la squadra è sparita dal campo dopo il primo rigore. Nicola e Pradè cercano con le loro dichiarazioni di nascondere i problemi, ma i numeri parlano chiarissimo e il nervosismo in campo è palpabile.

Behrami rappresenta il simbolo della tensione che si respira. Il contatto del primo rigore è suo, non siamo qui a discutere se il penalty ci fosse o meno, ma non è accettabile che una squadra perda il lume della ragione dopo il primo episodio negativo, così come è ancora meno accettabile che il giocatore a entrare più nel pallone sia proprio il capitano. La rabbia per il mancato uso del VAR era evidente, ma dopo bisognerebbe rimettersi in carreggiata, visto che mancava più di un'ora alla fine del match. Anche il mister ha fatto un errore, magari in buonafede, ma pur sempre una mossa sbagliata.

Nicola infatti lo ha sostituito a pochi minuti dalla fine del primo tempo, forse per lanciare un segnale, forse per far capire ai compagni che se un giocatore perde la testa può anche essere il capitano, ma può andare in panchina. Sta di fatto che dopo questa mossa l'Udinese ha perso equilibrio e ha continuato a non ragionare. Sarebbe bastato un colloquio con lo svizzero nell'intervallo per placare gli animi, così invece c'è stato un litigio ripreso dalle telecamere. Ufficialmente il club ha parlato di un problema fisico, ma Valon non è parso uscire zoppicante e la reazione al momento del cambio fa pensare ancora di più che non sia stato detto tutto. Inoltre l'ex Napoli ieri era in Germania dalla moglie e non con il resto della squadra. Vista l'importanza del ragazzo, che oltre a essere capitano è stato anche insignito del ruolo di senatore dal tecnico, sicuramente nei prossimi giorni la situazione dovrà avere qualche chiarimento, ma il nervosismo della squadra e di tutto l'ambiente è nell'aria.