Non poteva finire 0-0. Un tempo a testa, grossomodo, dando spettacolo e rispondendo colpo su colpo. A stendere Zdenek Zeman è un suo protetto, Panagiotis Tachtsidis, l'uomo per cui il boemo portò avanti una sorta di crociata nel suo secondo periodo romanista. Con il match del Bentegodi ormai al tramonto, il greco ha saputo trasformare in gol una palla sporca. Una sassata mancina, imparabile per Cragno, aiutato anche dai legni in una ripresa arrembante da parte di un Hellas Verona che continua a volare sotto la guida di Andrea Mandorlini, tecnico capace di assorbire senza problemi rivoluzioni di mercato e infortuni, proponendo una squadra sempre in grado di stupire.



Toni si riprende l'attacco dopo la panchina dell'Olimpico e al suo fianco, assieme a Juanito Gomez, trova Nico Lopez, preferito a Jankovic e Saviola. A centrocampo è emergenza, Tachtsidis recupera in extremis e Hallfredsson è arruolabile solo per la panchina: con Ionita c'è Campanharo. Zeman non va a modificare l'undici capace di sbancare San Siro e l'avvio sembra dargli ragione, con Ibarbo che nei primi sette minuti centra due volte Rafael, tornato a difendere i pali scaligeri. La prima è su cross di Avelar, la seconda su invito di Cossu. L'avvio cagliaritano è di rara intensità, Crisetig sventaglia per Sau, gran tentativo al volo dell'ex Juve Stabia e Foggia, con il pallone che sfila sul fondo. A metà frazione si fa vivo il Verona, e lo fa puntando al bersaglio grosso. Campanharo aggira la trappola del fuorigioco e scappa sulla destra, cross in mezzo per Nico Lopez che buca la conclusione, servendo involontariamente a Toni il migliore degli assist. Il pallone sfila, il centravanti insacca a porta vuota ma il gioco è fermo. Per l'assistente di Giacomelli è offside, il replay gli dà torto, la posizione dei due ex romanisti era regolare. Dopo la mezz'ora Ceppitelli può timbrare per la prima volta in Serie A, colpo di testa solitario in area piccola, pallone a lato. Cagliari ancora in avanti, Cossu in diagonale scalda i guanti a Rafael, così come Sau. Marquez, rientrato dopo l'infortunio, prova a colpire su corner ma il suo tocco al volo termina a lato. L'ultima chance del primo tempo capita a Toni, servito da Nico Lopez: destro fuori di poco, si va negli spogliatoi. Il Cagliari, di fatto, ci rimane. Al ritorno in campo è Campanharo ad avere la palla buona per il vantaggio, su assist di Nico Lopez. L'uruguagio è solo a centro area, il 23 gialloblù lo ignora e calcia di potenza, risponde Cragno. Unico sussulto isolano al 18′: Agostini anticipa in maniera provvidenziale Ibarbo su cross di Avelar, Ceppitelli incorna alla perfezione sul corner seguente ma il cuoio sfiora la traversa.
Jankovic e Hallfredsson in campo per Mandorlini, sono i cambi giusti. Zeman, invece, con l'ingresso di Longo per Sau perde vivacità in avanti. Colpo di testa di Toni al 23′, il pallone si impenna, sembra uscire, Cragno lo battezza male e Ceppitelli deve salvare sulla linea. Tre giri d'orologio, Jankovic fa partire un destro devastante da oltre 30 metri, traversa piena. Cagliari alle corde, la corsia mancina del Verona diventa decisiva. Hallfredsson per la testa di Gomez, girata a colpo sicuro, Cragno dice no. Il portiere non può nulla a 8′ dalla fine, quando Jankovic fa impazzire Balzano, sterza e regala a Toni un pallone da non sbagliare. Colpo di testa dal cuore dell'area piccola, altra traversa. A un minuto dalla fine ci pensa Tachtsidis. Rinvio di Farias sul volto di Hallfredsson, sinistro potentissimo del greco e pallone nell'angolo per il definitivo vantaggio. Una partita troppo intensa per finire 0-0.

Sezione: Notizie / Data: Dom 05 ottobre 2014 alle 08:30
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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