Il portale Europa Calcio ha contattato in esclusiva Massimo Susic, allenatore di 51 anni che durante la sua lunga carriera ha giocato sia a Udine che Parma.

Avvio positivo, poi l'ennesimo crollo, l'Udinese sembra entrata in un ciclo impossibile da spezzare: “Io seguo dall’esterno, ma da quello che vedo mi sembra che negli ultimi anni manchi una programmazione ben definita, poi quando i tifosi friulani si mettono a contestare la squadra significa che sono davvero arrivati alla disperazione. A inizio stagione il club ha puntato su un allenatore giovane e bravo che proveniva dalla Spagna (Velazquez, ndr), ma dopo un buon inizio non ha più convinto. Come sappiamo, il campionato italiano è difficilissimo, a differenza di tanti altri tornei“.

Non ci sono più i grandi talenti che emergono in bianconero: “Adesso non è facile trovare ogni anno un Sanchez o un campione. Forse si sono sempre guardati dietro e purtroppo negli ultimi anni non hanno ottenuto i risultati precedenti, così come sul campo. Sono friulano e con l’Udinese ha debuttato tra i professionisti, ma mi fa pensare il fatto di vedere poca gente del Friuli nella squadra Primavera. Premettendo che non so cosa sia successo, aggiungo poi che se un certo Antonio Di Natale non trova una sistemazione all’interno dell’Udinese quando smette di giocare, allora vuol dire che c’è qualcosa che noi non sappiamo dall’esterno“.

Lasagna per ora è mancato, ma Susic punzecchia un altro bianconero: “Il problema parte sempre dalla squadra, perché un centravanti deve finalizzare il gioco. Sui vari canali friulani che seguo, sento sempre parlare di Rodrigo de Paul: una domenica ne parlano benissimo, mentre quella dopo dicono che è stato inesistente. Ciò significa che è un giocatore molto altalenante. Contro certi avversari fornisce delle ottime prestazioni, ma magari contro le squadre un po’ più forti non fa la differenza".

Il Parma e D'Aversa: “Da esterno non è facile giudicare. Ha ricevuto qualche critica perché forse qualche risultato non arrivava, ma è uno che è sempre andato avanti per la sua linea. Non si è mai guardato indietro, e con l’acquisto di certi giocatori ha saputo adattare il suo gioco in base alle caratteristiche di chi arrivava. Per l'Europa League può provarci. Il Parma non ha la pressione che hanno altre squadre obbligate a raggiungere determinati obiettivi, quindi può giocarsela fino alla fine. La sue armi saranno la tranquillità e la non ossessione di doverci arrivare per forza. E l’entusiasmo e il pubblico contano molto“.

L’ultimo arrivato è Kucka: “So che ha giocato in Italia anche qualche anno fa, e la scorsa estate era andato in Turchia. Io dico sempre che quando si va a giocare in certi posti, non si va per il campionato ma per i soldi. Poi magari vengono a mancare certe cose e si fa qualche passo indietro. Sicuramente hanno preso un giocatore che aveva voglia di tornare in Italia, se inserito bene può certamente dare il suo contributo, proprio come Gervinho. E’ un ulteriore giocatore importante in una buona rosa“. 

Sezione: Notizie / Data: Gio 17 gennaio 2019 alle 13:00
Autore: Davide Marchiol
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