Seconde squadre, Gravina: "Chiameremo a colloquio i club che in passato hanno dimostrato un interesse, società importanti come Roma, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Milan, Inter"

15.03.2019 16:08 di Stefano Pontoni Twitter:   articolo letto 308 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Seconde squadre, Gravina: "Chiameremo a colloquio i club che in passato hanno dimostrato un interesse, società importanti come Roma, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Milan, Inter"

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato in conferenza stampa dopo l’incontro sulle seconde squadre tenutosi in mattinata a Torino: “Per quanto mi riguarda la giornata è stata positiva e costruttiva, sono emerse in maniera chiara le esigenze del nostro sistema di abbandonare alcuni concetti legati a una sorta di assistenzialismo di alcune componenti a favore di altre senza avere la valorizzazione di una funzione legata alla formazione che deve essere legata a un'attività lavorativa e produttiva. Basta con l’assistenzialismo, avanti con la logica imprenditoriale di lavorare e produrre. Il mio invito alla Lega Pro è di essere coraggiosi in questo senso e noi come Federazioni ci impegniamo a creare i presupposti affinché vi sia organicità nel progetto. A oggi l’unica realtà presente è la Juventus che ha fatto un salto nel buio all’ultimo istante e ora bisogna che altre la seguano in un complesso di maggiore chiarezza. È evidente che ci sono una serie di carenze che la Federazione e la Lega Pro devono sistemare per dare progettualità al tutto. - continua Gravina c- Il limite d'età è stato determinato come perfezionamento all'interno di un campionato come Lega Pro molto più formativo di quello Primavera, ma chiaro che sul limite d'età serve una riflessione congiunta con l’apertura di un tavolo dove verranno convocati quei soggetti che in passato hanno dimostrato un interesse e mi riferisco a società importanti come Roma, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Milan, Inter. Bisognerà capire anche quali possono essere le esigenze di questi club perché il progetto non può essere un danno nella formazione”.