De Paul, croce o delizia? La crescita dell'Udinese passa anche da questo bivio

23.01.2019 13:37 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
De Paul, croce o delizia? La crescita dell'Udinese passa anche da questo bivio

Siamo tutti rimasti un po' spiazzati dalla partita con il Parma. Se è vero che l'Udinese ha tenuto la palla più dei ducali, come detto da Nicola e Pradè, riuscendo a creare anche qualche brivido a Sepe, c'è anche da dire che non è stato tutto oro quel che si è visto, anzi, molte critiche arrivate da tifosi e addetti ai lavori sono più che comprensibili. Il gol è arrivato grazie a un rimpallo fortuito, i due gol regalati e i maggiori pericoli dopo l'uscita di Okaka sono arrivati grazie a invenzioni sporadiche di De Paul e non con una manovra ben organizzata. Da qui la necessità di un centrocampista che dia ordine in assenza di Mandragora è diventata lampante, ma torniamo a parlare di Rodrigo.

Con il cambio tra Velazquez e Nicola il calo dei suoi numeri è stato evidente. RoD con la nuova gestione ha messo a referto solo il (gran) gol contro la Roma, finendo un po' alla volta con lo sparire, invischiato nella folta lotta che si crea in ogni partita in mezzo al campo. È passato dal fare l'ala a fare la mezzala e ovviamente la posizione nuova crea più di qualche problema. De Paul deve aiutare anche in copertura, cosa che non è nelle sue corde (e contro il Parma lo si è maledettamente visto) e deve fare molti più metri per rendersi pericoloso.

Inoltre messo lì la sensazione è che diventi il catalizzatore unico della manovra, rendendola inevitabilmente prevedibile. Con l'uscita di Okaka tutti i compagni cercavano di dare palla a lui che, inevitabilmente, talvolta creava cose buone e talvolta meno buone. Stavolta il problema non è l'impegno del ragazzo, ma proprio la nuova filosofia di gioco. È complicato pensare a un De Paul nel 3-5-2. È vero che ha qualità e piede superiori alla media, tali da fare qualsiasi ruolo, ma messo lì in mezzo sembra che la squadra sia rinchiusa in un gioco e in uno schema che sono dannatamente prevedibili. Per riposizionarlo servirebbe un cambio di modulo, ma il 3-4-1-2 tende a schiacciarsi e diventare 3-5-2 (lo si è visto sabato), mentre per un 3-4-3 sembrano mancare gli interpreti. L'argentino per l'Udinese è importantissimo, ma Nicola dovrà valutare bene in che modo far sì che i suoi grandi mezzi non finiscano col rendere il gioco bianconero estremamente facile da leggere.