Torneo delle Regioni, giovanissimi fuori a testa alta

16.04.2019 08:00 di Redazione TuttoUdinese   Vedi letture
Torneo delle Regioni, giovanissimi fuori a testa alta

E così fini l’avventura del signor Bonaventura.

Oggi i nostri quindicenni hanno giocato la loro ultima partita nel cinquantottesimo torneo delle Regioni.

È finita benissimo. È finita malissimo.

Benissimo perché hanno giocato la partita che dovevano con le Marche e hanno ottenuto i tre punti con un calcio a tratti spumeggiante dove si sono evidenziate ottime individualità ed un bel calcio di squadra. Malissimo perché la sconfitta della Lombardia con i concittadini dell’Etna vanifica tutto. Sicilia prima, Lombardia seconda e FVG terza con quattro punti, con il miglior numero di gol segnati e con la migliore differenza reti di tutto il nostro girone. IN altri gironi si sono qualificate squadre arrivate seconde con due punti. 

E’ il calcio signori. Lascia l’amaro in bocca ma è meglio imparare a capire subito come funzionano le cose.

Vi ricordate cosa dissi nel primo articolo di questo trittico? Il calcio è una scuola di vita, con i suoi difetti, ma è una scuola di vita.

Il calcio non è vita, ma per molti, per molti di questi ragazzi è parte essenziale d’essa.

Immagino come stesse il genitore del più bello mentre questi usciva piangendo disperato a fine partita per la mancata qualificazione nascondendosi dalla foto di rito per la vergogna. Il padre, la madre erano sugli spalti, il cuore contrito nel vedere le lacrime del figlio, e loro erano impotenti difronte a ciò che stava avvenendo. Bruttissimo, bellissimo. Amore, gioia, disperazione tutto in un unico sguardo.

E’ il calcio ragazzi!

E’ la vita ragazzi!

Per arrivare alle vittorie devi passare per le sconfitte. Le sconfitte ti formano, ti permettono di migliorare, di formare il tuo carattere e sono essenziali per la tua formazione di atleta e di uomo.

Oggi è un giorno triste, però è un bel giorno.

Non per la vittoria, ma per il messaggio che stamattina il timido mi ha mandato: “tranquillo Ernesto noi rimaniamo qui fino a venerdì”; io sapevo che non dipendeva da loro, che dipendeva da fattori terzi, dalla partita tra Sicilia e Lombardia, ma ugualmente ero fiero di sentire da uno dei miei ragazzi queste parole. Mentre mi parlava pensavo: bravo ragazzo, questo è lo spirito con cui si affrontano le cose. Con il coraggio e senza paura. Visto a fine partita il timido era triste, ed anche se non aveva giocato era comunque orgoglioso dei suoi compagni di squadra. Orgoglioso come lo sono io. Sono una bella squadra, sono dei bei ragazzi, sono belli dentro. È questo l’essenziale. Speriamo abbiano la voglia di comprendere cosa hanno vissuto e che questi 5 giorni se li portino dentro per la vita, come un’esperienza di gruppo bella, bella, impegnativa, dolorosa, ma importante. Il risultato non è vero che non è importante, è importantissimo, ma non è l’unica cosa. Io vengo accusato spesso di essere interessato solo al risultato; non è vero. Certo il risultato mi interessa. Non vado (o meglio non voglio vadano) in campo per perdere o per non perdere. In campo si va per vincere. Poi se perdi, amen. Ma se giochi con distrazione, senza forza, senza impegno, allora mi irrito. Giocatela e perdi. Andrà meglio la prossima volta. Non giocartela e perdi, allora divento veramente brutto da vedere. Il calcio è scuola. Non ti deve far diventare uno sbruffone, ti deve insegnare che l’avversario si rispetta, sia che sia il più forte, sia che sia più debole. Il calcio, lo sport ti deve insegnare a rispettare le persone nella vita vera.

In questo contesto lo spirito di gruppo, il gruppo è essenziale.

Che dire quando il codino d’oro ha segnato il suo primo gol ed è stato raggiunto e sommerso da tutti i compagni di squadra? Direte normale. Vero. Ma quando dalla panchina gli sono giunti gli applausi del compagno di squadra con il quale si contende il posto? Normale? Forse un po’ meno. L’appartenenza ad un gruppo, ad una squadra, questo è il senso del calcio. Il calcio è bellissimo perché esistono i campioni che esaltano la bellezza di questo sport, ma nessun campione potrà mai competere con il gioco di squadra. Il gioco di squadra è poesia, è bellezza allo stato puro, è potenza, forza, è godimento. Portiere, difensore, centrocampista, attaccante gooool. E’ l’essenza del calcio. Il campione è la ciliegina sulla torta, ma la squadra è il calcio. 

Oggi non abbiamo parlato della partita, è superfluo, ma è giusto fare i complimenti a Biscardo, il codino d’oro della squadra che dalla sua posizione di terzino destro (laterale basso nell’attuale declinazione del calcio) ha realizzato una splendida doppietta.

Vi avevo detto che di questa squadra sentirete parlare. Sono certo che tra due anni daranno filo da torcere a tutti per la conquista del torneo. Oggi sugli spalti ho discusso con genitori, addetti ai lavori, giornalisti veri su questa squadra e sulle squadre che abbiamo incontrato. Mi si è gonfiata la vena: “non potevi immaginare di vincere ieri con la Lombardia, erano troppo forti, fisicamente e tecnicamente”, “il torneo te lo sei giocato con la Sicilia, era quella la partita da vincere”. Non accetto, non accetterò mai questo modo di pensare, lo rispetto, ma non lo accetto e soprattutto non voglio che passi il principio che esiste qualcosa di impossibile. Pur sembrando nazional popolare la palla è rotonda, ed il risultato non è mai scontato. Esiste sempre la possibilità di vincere, per fortuna o per qualunque altra ragione, ma si lavora per vincere. Punto. I sogni devono esistere. Se mi cancellate i sogni mi cancellate il calcio, mi cancellate lo sport. Ed io vi combatterò sempre. Non accetterò mai che passi il concetto, soprattutto ai bambini, ai ragazzi, che ci sono partite che non si possono vincere. Le partite si giocano e poi si vincono e poi si perdono. Non togliete i sogni a nessuno. Tornate bambini, bambini puri. Lo sport è questo. Sognate nello sport, sognerete nella vita. Abbiamo bisogno di sognare, abbiamo bisogno di sognatori.

Un’ultima annotazione va ai genitori. Molti di questi ragazzi sono stati seguiti per questa lunga trasferta dalla mamma, il papà ed anche dalle sorelle. Stupendo condividere questi momenti con loro. Naturalmente io sono uno di loro. Condividere il pre partita, la partita ed il post partita con Marco, Salvatore, Fabio e Massimo del donatello, con Gloria del Fontanafredda, con Manuel, Cristina dell’Ancona, con Tamara, Angelo e Fabio della Manzanese è stato bello e divertente. Anche sugli spalti si è formato un gruppo di persone unite dal mondo del calcio e dai loro figli. Questo è lo sport.

Ringrazio con questo ultimo pezzo tutti coloro che si sono dilettati, che si sono annoiati a leggermi.

Un ringraziamento particolare all’amico Stefano Pontoni che mi ha ospitato con tanta pazienza sulle pagine di tuttoudine.it.

Last but not least, io ed il più bello ringraziamo Beatrice, la sorella pestifera ma innamorata del fratello che lo segue sempre sui campi di calcio ed anche in questo momento importante non ha fatto mancare il suo appoggio, diventando al solito la mascotte sulle tribune. Ti amo mio nano piccolo.

Direi che adesso potete andare tutti in pace.