In compagnia del fondatore di UdineseDiscount, profilo twitter che commenta ironicamente le vicende riguardanti l'Udinese, abbiamo affrontato dei temi molto scottanti che spesso dividono i tifosi della squadra friulana:

Innanzitutto volevo chiederti, visto che pubblichi frequentemente critiche riguardanti la gestione societaria dell'Udinese, il motivo della creazione del tuo profilo Twitter.
"UdineseDiscount è nato per criticare l'atteggiamento societario che ha trasformato l'Udinese da squadra di provincia simpatica e frizzante a mercato rionale dove si vende di tutto, con voci di mercato che escono ogni giorno e dichiarazioni che solo la pazienza dei tifosi friulani sa incassare. Con questo non voglio cancellare o dare per scontato tutto quello che la Famiglia Pozzo ha fatto per questi colori, ma negli anni la loro passione si è trasformata in business secco e irrispettoso verso la tifoseria. Un esempio? Dopo aver smembrato la squadra in estate, Guidolin si è trovato ad affrontare il preliminare di Champions League con una rosa palesemente non all'altezza ed è poi stato obbligato ad applicare in Europa dei turnover massicci dove ogni partita sembrava un ostacolo o un fastidio. Larini e gli altri ci ripetono che siamo abituati troppo bene e che per l'Udinese é un onore partecipare a una competizione europea. Vero, ma questo ONORE vale solo per i tifosi?"

La gestione dei Pozzo può essere criticata sotto vari aspetti, specialmente per la visione aziendalistica di una squadra di calcio. Ritorniamo a monte, secondo lei, in una società capitalistica in cui è il denaro a governare, è possibile attuare una politica vincente senza avere una gestione come quella dei Pozzo? Del resto tutti i presidenti puntano al guadagno e ammirano il progetto Udinese ed è quindi difficile vituperare l'oculata gestione finanziaria che ha portato questi risultati negli ultimi anni.
"Purtroppo sport e finanze sono costretti a mescolarsi e convivere. I Pozzo finanziariamente sono dei Guru e lo scouting è uno dei migliori in circolazione. Gli altri presidenti ci vogliono copiare? Il fattore ambentale del tifoso friulano non è facilmente riproducibile. Cittá piccola, ignorata dalle tv e con una tifoseria civilissima che non alza mai i toni. Siete così sicuri possa funzionare altrove? Il Watford è sotto i riflettori in Inghilterra, dove gli inglesi, sportivi per tradizione, non perdono occasione per puntare il dito sulla politica societaria. L'Udinese è inimitabile perchè sono inimitabili i suoi tifosi, con i loro pregi e i loro difetti. Parliamo poi del mercato. È naturale che dopo qualche anno i pezzi pregiati puntino a fare un salto di qualitá perchè crescere è necessità della natura umana. Il cercare di migliorarsi è però anche fattore fondamentale della cultura sportiva. Dopo la qualificazione ai preliminari il problema non è stato "come si fa a trattenere a Udine un Sanchez?", perchè oggettivamente impossibile, ma "come si fa a sostituirlo con un Fabbrini?" In molti si sono accorti che l'interesse per il denaro supera di gran lunga quello per i risultati sul campo, quindi la società dovrebbe riequilibrare gli elementi per far crescere anche sportivamente l'Udinese e mostrare passione ai tifosi per far tornare il Friuli uno Stadio vero e proprio senza lasciarlo come una succursale del deserto del Sahara. Queste sono argomentazioni che dividono molto i tifosi."

Lei conosce bene le sensazioni che aleggiano tra i tifosi a riguardo dei temi caldi come ad esempio il Watford e il Granada. Secondo lei, questa holding creata dai Pozzo, è conveniente per l'Udinese o crede che sia svantaggiosa? Che cosa ne pensano i tifosi?

"Dirigenti e staff ci hanno fatto più volte capire che chi gioca bene lontano da Udine, poi non torna. Stando alle dichiarazioni ufficiali, quindi, risulta palese che non arriveranno miglioramenti per la rosa. Watford e Granada sono un ampliamento di un’azienda che vuole accelerare e aumentare le vendite e i profitti. I tifosi più ottimisti affermano di non essere interessati a quello che succede oltre confine,  altri, invece, sono preoccupati per una situazione apparentemente poco chiara, visto che in ogni città la societá ribadisce che la squadra del luogo è il progetto principale. Nel web c’è più contrasto tra chi appoggia la società, cioè crede che i 40 punti siano la nostra dimensione e chi la critica perché pensa che ci siano le possibilità per crescere, ma non si voglia fare il salto di qualità. Nei forum sembra che ci sia un’assurda divisione in POVI (PocjO VergoniatI) e POBOYS (POcjo BOYS). Dico assurda perché tutte e due le parti vogliono comunque il bene dell’Udinese. Per esperienza personale, nel web, chi critica la società viene attaccato e invitato poco gentilmente a non presentarsi allo stadio. Si legge la stessa cosa per chi fischia dalla tribuna, persone spesso prese di mira anche dalla società.

Ma chi fischia ha il diritto di farlo perché paga per vedere uno spettacolo. Quando lo spettacolo non è all’altezza, lo spettatore pagante ha il diritto di critica. Se un ragazzo di vent’anni gioca male non è per colpa di chi lo critica, ma di chi lo butta allo sbaraglio in un momento probabilmente sbagliato. La comunicazione con la tifoseria non è un punto forte dell’Udinese. Le 1000 voci di mercato sono per il tifoso come un rubinetto che continua a perdere gocce. Tutti che vogliono andare via e nessuno che smentisce. Siamo anche abituati ad uscite da pifferaio magico come “XXX resta con noi” e il giorno dopo firma per un’altra squadra. Come pretendono attaccamento? Ci sono inoltre dichiarazioni in cui l’Udinese si trasforma in una squadra così piccola che non può competere con nessuno. Il miracolo sono i 40 punti e per tutto il resto non abbiamo speranze. Abbiamo quasi 20 anni consecutivi di Serie A con qualificazioni Europee di tutto rispetto;  i 40 punti sembrano più una scusante che altro. Per crescere si deve avere una squadra competitiva, cosa che ovviamente non conviene alle casse. Un episodio poi che mi è rimasto impresso è quando Guidolin ha redarguito il pubblico per aver iniziato gli “OLÈ” sul 3-0 con l’Inter.
Ma se tolgono al tifoso la possibilità di sognare, il diritto di critica e gli sfottò positivi allora cosa gli rimane?
La società vorrebbe un pubblico numeroso, appassionato e accondiscendente, ma con quella politica aziendale non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca."

Sezione: Tifosi bianconeri / Data: Mar 02 aprile 2013 alle 19:46
Autore: David Rossi
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