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L'Apu è in finale

Ventuno anni dopo Udine si rigioca una finale per l’A1

Ventuno anni dopo Udine si rigioca una finale per l’A1

Ventuno anni dopo Udine cestistica torna in finale play-off per la promozione dall'A2 in serie A. Vinta Gara 5 contro Scafati, i bianconeri staccano il pass per la partita più importante della storia recente

Valerio Morelli

Stavolta è per merito dell'Old Wild West Amici pallacanestro udinese (in gara5 Johnson 24 punti, Pellegrino e Mian 11 a testa, Foulland 11 rimbalzi) che ha vinto alla bella per 73-70 (10-19, 39-38, 57-52) con la Givova Scafati (Gaines 28 punti, Thomas 15+13 rimbalzi, Palumbo 10 punti) una semifinale equilibrata fino all'ultimo atto: 2-0 per 88-83 e 85-79 al Carnera, 2-2 per 93-70 e 82-79 dopo un supplementare al palaMangano e, infine, 3-2 la progressione. Nel 2000 l'aveva preceduta la matricola Snaidero Pallalcesto amatori Udine, società affiliata Fip in cui era stato necessario riversare il titolo sportivo dell'A2 acquisito dalla Palladio Vicenza dall'ingegner Edi dopo il primo ciclo arancione di fine anni Sessanta-Settanta del padre cavalier Rino. Quella Pau snaiderina si era sbarazzata in semifinale per 3-0 della Record Napoli, piazza che sponsorizzata GeVi – acronimo che sta per Generazione Vincente – ora si ritrova in finale con l'Oww. La riedizione del confronto, ironia della sorte, si può dire sia già una promozione per entrambe. Udine ha un elemento di continuità che sta nell'allenatore, al secolo Matteo Boniciolli. Allora per la prima volta in carriera capo in A2, stavolta ideologo della panchina che sa improntare a sua immagine e somiglianza la pallacanestro dentro e fuori parquet. Ruolo che dal giugno 2020, dopo la diaspora Davide Micalich, si è trovato a rivestire in casa dell'Apu di patron Alessandro Pedone in improvvisa e radicale ristrutturazione: consiglio d'amministrazione, staff tecnico, di preparatori, sanitario, squadra.

Il risultato è che, da un giugno all'altro, l'Oww si ritrova in lotta per la massima serie rompendo con vecchie logiche di gestione dell'Amici pallacanestro udinese, nata a fine giugno 2011 da una costola dell'amatoriale Nuovo basket Udine e sùbito retrocessa in Dnc nel 2012 dalla Dnb in cui aveva chiesto e ottenuto il ripescaggio prima dell'avvento di Micalich, collaborazione durata otto anni. Pronta risalita di categoria con lui apprendista manager e l'agognata promozione in A2 nel 2016 con Lino Lardo alla guida, l'unico coach che centrando obiettivi in serie ha resistito tre stagioni al tourbillon di panchine saltate prima e dopo lui all'Apu. Rose rifatte a campionato in corso e su ogni mercato estivo, luxury tax pagata per non fare giocare under in prima squadra, giovanili appaltate tanto per ottemperare ai paletti Fip. Con la reincarnazione udinese di Boniciolli, che dal 2001 si riprometteva di tornare su piazza, si cambia registro. Cda, allargato al main sponsor Oww, più sensibile alle relazioni sul territorio attraverso Apu Young Stars. Staff allargato che ha nel dt e senior assistant Alberto Martelossi un coach nato Ubc, che rende più organico il rapporto con l'Udine basket club. Squadra rifatta per sette decimi in estate, pur se Pellegrino è cavallo di ritorno, addizionata Mussini durante la crisi da Covid e con Amato ko in gennaio quando si è resistito al cambio tecnico dopo un filotto di sconfitte, rinforzata ora con Mian nei play-off. Giovani lanciati fin dall'inizio con gli under Deangeli e Mobio ad alternarsi in quintetto, pur se in semifinale uno dei due è finito di volta in volta fuori rosa. Altri come Schina, prima apparizione nei quarti di Final eight in Supercoppa a Cento, lanciati dalla cavalcata sino in finale in coppa Italia dove Deangeli si è laureato miglior giovane strappando il premio all'amico Matteo. E Boniciolli miglior coach di Coppa, non nuovo al lancio dei giovani sin dagli esordi all'Inter 1904 e in Stefanel Trieste, ma pure nel 2008 quando lasciò Avellino e tornò ad allenare virgulti alla Sgt facendo da ideologo del vivaio della Pallacanestro Trieste su cui, finchè non ha avuto budget da A1, si è basata per l'A2.

Anche nella bella con Scafati, in fondo, questa politica ha pagato. Dopo un primo quarto perso 10-19 adeguandosi al corri e tiri della Givova, la svolta si è avuta nel secondo vinto 29-19 con Schina metronomo e la reazione emotiva innescata da Pellegrino dominante e autore di 7 punti nel 12-0 che ha ribaltato l'inerzia. DJ, respirando di nuovo aria di casa, ha rivaleggiato da pari a pari con Gaines e ed è stato l'unico bianconero a metterla da tre (4 su 8) fino al 32' nel 6 su 24 di squadra. A dirla tutta, però, il ritorno suo e di Foulland sul parquet sul 66-59 con una palla persa da lui e un fallo in attacco di Nana ha favorito l'immediato ritorno degli ospiti a un solo possesso di svantaggio, che è lo scarto finale tenuto in ghiaccio da Giuri. Sventato il derby campano in finale Oro, dopo quello piemontese in scena da sabato a Torino con Tortona, l'Oww domenica comincerà a Napoli la serie al meglio di cinque partite. Se Boniciolli vincerà in casa di San Gennaro, sarà il primo allenatore a portare Udine due volte in A ora e A1 nel 2001. Nel 1968 fu Boris Kristancic con la Snaidero, nel 1984 Lajos Toth con la Gedeco e nel 1986 Claudio Bardini con la Fantoni. Mal che vada perderà una finale per la A come con la Fortitudo Bologna per 2-3 contro Brescia nel 2016, mentre ha già fatto meglio del 2017 quando sempre con la Effe fu eliminato in semifinale a gara5 da Trieste.        

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