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Up and Down – Beto alle stelle, Gotti impaurito

Up and Down – Beto alle stelle, Gotti impaurito

“Il mondo è fatto a scale, c'è chi scende e c'è chi sale”. In questa nuova rubrica di metà settimana facciamo il punto in casa bianconera. Gli up e, purtroppo, i down dopo il pareggio contro il Bologna

Stefano Pontoni

UP

BETO - E' il protagonista indiscusso del momento. Il centravanti portoghese, che tanto ricorda per potenza fisica e capacità di corsa Iaquinta, salva per la seconda volta di fila la situazione con un gol nel finale. L'Udinese, che senza di lui avrebbe già due punti in meno in classifica, sembra aver trovato finalmente l'attaccante che andava cercando da anni. Presto per di dirlo? Che ne debba mangiare ancora tanta di polenta è fuori di dubbio ma pare proprio che siamo davvero sulla buona strada. Colosso d'ebano, conferma le qualità - fisiche, tecniche e caratteriali - che hanno spinto negli ultimi giorni di mercato Gino Pozzo ad investire su di lui 7 milioni di euro più bonus. Ora lo si coinvolga di più nel gioco, gli si diano più palloni giocabili e magari qualche cross con i giri giusti. Se ha l'occasione lui segna.

DEULOFEU - Tecnicamente su un altro pianeta rispetto ai compagni. Lo spagnolo va sempre in cerca della giocata, del lampo di genio in grado di cambiare la partita. Soffre anche lui, però, la sindrome di De Paul: testa bassa e uno contro tutti. Se qualche compagno lo seguisse maggiormente, se lo spagnolo riuscisse a diventare parte integrante della squadra e non un alieno proveniente da un'altra dimensione allora sì che potremmo iniziare a divertirci. Gotti faccia una cosa, costruisca attorno a questo ragazzo con tanta voglia di dimostrare il proprio valore l'Udinese. Non resterà deluso.

SILVESTRI - Qualcuno a Udine rimpiange ancora Musso? Certo che no. L'argentino, che a Bergamo si gioca la Champions, è solo un lontano ricordo. L'Udinese può contare su un portiere altrettanto forte. Anche contro il Bologna gatto Silvestro alza il muro. A tratti è insuperabile e solo Barrow riesce da posizione ravvicinata a trafiggerlo. Poco importa, resta una sicurezza.

DOWN

GOTTI - Spaventato, impaurito. Perché? L'Udinese nel primo tempo è messa in campo a sua immagine e somiglianza. Per non prenderle più che per darle. Forse non si è reso conto che quest'anno la squadra ha una qualità media diversa, che si può provare ad osare un po' di più. Non è questione di modulo - i numeri su certi aspetti contano poco - ma di mentalità. Serve un atteggiamento diverso, più convinto, più deciso, da vincenti. Altrimenti il rischio è di rivedere lo stesso film degli ultimi anni. Nelle prossime tre, una più difficile dell'altra, deve dimostrare qualcosa di diverso. Se non si fanno punti ma soprattuto se non si dovesse vedere un pizzico di gioco e una parvenza di identità e di carattere sono guai, in primis per lui. Dopo il rinnovo stentato lo scorso giugno ai vertici si aspettano una svolta.

PEREYRA - Tucu che combini? Il doppio giallo contro il Bologna è la conferma che l'argentino sta attraversando un momento no. Cosa c'è che non va? La condizione fisica non è delle migliori, qualche acciacco del passato è tornato a dare noia e senza quella brillantezza è difficile riuscire in un ruolo che richiede moltissimo in termini di corsa. Avanzato sulla trequarti, in un ipotetico 4-2-3-1, potrebbe rendere decisamente meglio. Rincorrere gli avversari, fare densità in mezzo al campo di certo non è il suo mestiere. Un turno di riposo gli può fare solo che bene.

PERCHE' NON GIOCANO I GIOVANI? - E' il tema del momento. Vero che in campo c'erano Udogie e Beto ma viene anche da chiedersi che fine abbiano fatto Samardzic e Soppy, tanto per fare due nomi. Gotti li centellina per proteggerli ma così facendo rischia di bruciarli. All'estero i loro pari età sono già protagonisti, a Udine si ha paura di metterli in campo. Se hanno qualità vanno fatti giocare. Sbaglieranno? E chissene frega. Bisogna credere nel futuro.

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