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Un senso a questo finale

Quattro partite alla fine di questo campionato. L'Udinese arriva a questo finale con la salvezza in tasca e questa è una buona cosa. L'obiettivo principale è stato centrato ma… …ma deve essere sempre questo...

Stefano Pontoni

Quattro partite alla fine di questo campionato. L'Udinese arriva a questo finale con la salvezza in tasca e questa è una buona cosa. L'obiettivo principale è stato centrato ma...

...ma deve essere sempre questo il nostro scudetto? Vero che siamo in provincia, che il nostro mantra è il stin calmuts e che di punti ogni anno ne dobbiamo fare 40. Quest'anno però speravo ci potessimo divertire di più, potessimo finalmente guardare un po' più su e invece siamo rimasti sempre lì, nel limbo.

Rispetto alla passata stagione i bianconeri hanno soltanto 3 punti in più in classifica, a dimostrazione che una netta crescita, un netto cambio di marcia purtroppo non c'è stato. Stessi errori, stesse pause, stesse crisi. Contro la Juve l'ennesima prestazione del poteva essere ma non è stato, emblema un po' di tutta questo campionato. Tanti i punti gettati al vento, soprattutto nei momenti chiave quando si doveva dimostrare una piena maturità, che avrebbero potuto rendere la classifica a quattro giornate dalla fine decisamente più interessante. 

Questa Udinese sulla carta era la più qualitativa degli ultimi anni, una squadra che poteva contare su un De Paul finalmente da grande squadra, sul ritorno di un top come Pereyra e su tanti altri prospetti davvero interessanti. Si è visto, anche a causa di troppi infortuni e del covid, meno di quanto ci aspettassimo. Ci siamo aggrappati al nucleo argentino, che ha trascinato l'Udinese sempre e comunque, abbiamo scoperto un Molina che da qui in avanti sarà sicuramente un giocatore determinante, abbiamo avuto sprazzi di ottimo calcio, come contro la Lazio all'andata.

E' mancato tanto altro, l'attacco in primis. Pochissimi gol, nessuna punta in doppia cifra. Pussetto, quello che sembrava essere il più in palla, si rotto anzitempo il crociato, Okaka operato e con un rientro per tappe, Deulofeu che doveva essere la ciliegina sulla torta anch'esso sempre alle prese con problemi fisici, stesso discorso per Forestieri, Braaf una partita top e poi un infortunio grave, Llorente out da più di un mese. Mi chiedo cosa sarebbe potuta essere questa Udinese con un attaccante forte. Ieri una radio bolognese mi ha chiesto quale giocatore del passato rivorrei a Udine. Ho risposto Di Natale. Con un Totò in più questa squadra starebbe al posto del Sassuolo.

Oggi arriva il Bologna. C'è sicuramente la voglia di chiudere bene. Per Gotti, primo allenatore dopo Stramaccioni a concludere un'intera stagione sulla panchina bianconera, per la società, modello dal punto di vista gestionale da ammirare in una Serie A piena di debiti e problemi, per i tifosi, lontano dagli spalti ma sempre vicini alla squadra. Chiudere bene sarebbe importante non tanto per questo quanto per il prossimo campionato. Per togliersi di dosso quella paura di non essere pronti per fare il salto di qualità, per partire il prossimo anno con un obiettivo diverso, come vorrebbe il Paròn Pozzo. L'Udinese può valere molto di più.