Un allenatore per caso: Gotti, record post Guido e un'Udinese competitiva

07.08.2020 08:00 di Davide Marchiol   Vedi letture
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Un allenatore per caso: Gotti, record post Guido e un'Udinese competitiva

Il suo arrivo come tattico nell'estate scorsa aveva suscitato qualche sorpresa ad Udine. Luca Gotti, fresco di vittoria dell'Europa League come membro dello staff di Maurizio Sarri, accetta la proposta friulana (veicolata dal DS Pierpaolo Marino) ed entra al Bruseschi. Per quanto comunque il profilo fosse di spessore, probabilmente nessuno immaginava potesse diventare un allenatore da 45 punti. Non sapremo mai, forse, come fosse il suo rapporto con Igor Tudor. Certo è che metterlo al fianco del tecnico croato, che si era scelto un suo vice, non ha portato i risultati sperati. L'ex Juventus ha portato due salvezze ad Udine e non era partito neanche malissimo, con la miglior difesa della A fino alla decima giornata, quando c'è stato il tracollo. Undici gol subiti tra Roma e Atalanta portano all'addio del nativo di Spalato.

Tutti chiedono a gran voce il nome del nuovo tecnico in fretta, la società ha idee un pochino diverse. Gotti infatti dà sicurezza, ha vinto le partite in cui Tudor era squalificato e ottiene anche un successo per 1-3 a Genova contro un Genoa che è una diretta concorrente per la salvezza. Poi un punto contro lo SPAL e una sconfitta contro la Sampdoria con una prestazione comunque non del tutto da buttare. L'assenza di alternative credibili sul mercato e il gioco espresso fanno sì che nasca una piccola epopea. Gotti non vuole fare il primo allenatore, ma non è neanche propenso a lasciare la società senza tecnico, ecco dunque che si innesca un rinvio di decisioni che porta de facto l'ex Chelsea a diventare mister ad interim.

Il binomio dicembre-gennaio allunga qualche ombra però sulla scelta della società. Dopo la Sampdoria infatti ci sono due sconfitte e un pareggio nel ciclo terribile contro Lazio, Napoli e Juventus. Inciampi che però portano ulteriore consapevolezza al gruppo, che anzichè sfaldarsi come fatto in passato si compatta e ottiene tre vittorie consecutive con Cagliari, Lecce e Sassuolo. La tranquillità gioca un brutto tiro e prima dello stop Covid la situazione si fa calda con soli tre punti in sette partite. Dubbi su Gotti però non ce ne sono e a ragione, perchè il tecnico riesce a resettare la mentalità della squadra e la rilancia. Nella ripresa l'Udinese si distingue per essere una delle migliori compagini della Serie A, con 17 punti in 12 giornate che sanciscono non solo la salvezza, ma anche un bottino da 45 punti che è il miglior risultato nell'era post Guidolin, andando a far meglio di tecnici sulla carta decisamente più quotati passati negli anni scorsi a Udine.

"LA" partita: la vittoria sulla Juventus per 2-1 con il gol di Fofana all'ultimo è sicuramente quella che meglio rappresenta ciò che Gotti è stato capace di dare ad un Udinese a cui manca un bomber da 20 gol e un regista alla Luis Alberto. Al netto di una Vecchia Signora sicuramente sottotono (non si batte mai una squadra nettamente più forte se questa fa la prestazione perfetta) tatticamente le zebrette scendono in campo con chiaro quel che c'è da fare e con meccanismi oliati. Difesa molto compatta senza rinunciare però a un palleggio propositivo. Si attacca in pochi ma velocemente e si sfrutta la potenza di Sema per sfondare la fascia più debole dell'avversario. Il gol di Nestorovski viene impacchettato proprio così, con Ken che passa e la mette sul secondo palo per Iljia che si inserisce velocemente colpendo di testa.

La squadra: Gotti ha il merito di rilanciare tutti gli elementi di una rosa dell'Udinese che è contata. Fofana e De Paul con lui tornano a brillare, ma brillare veramente, non come nei mesi precedenti dove a una partita piena di colpi ne seguivano almeno tre senza sussulti. I due diventano costanti nel rendimento e si rilanciano ulteriormente in ottica mercato, seppur con ancora molto da dimostrare. Viene anche rispolverato un giocatore come Nuytinck che Tudor aveva messo fuori rosa e che Gotti fa diventare leader della difesa. Ora però, dopo l'accordo per il rinnovo, c'è da dare al mister un rosa competitiva in un mercato che sembra porterà a diverse uscite, senza il materiale umano e tecnico infatti nemmeno il tattico più preparato può fare molto...