Sono sincero. A vedere l'Atalanta giocarsela alla pari nonostante l'inferiorità numerica contro il Real Madrid ho provato un po' di invidia. Che ci devo fare, non riesco a smettere di pensare che qualche anno fa eravamo noi a giocarcela con le grandi d'Europa. Barcellona, Borussia Dortmund, Tottenham, Liverpool emozioni che resteranno per sempre impresse nella mente di noi tifosi. Altrochè un pareggio, tutto sommato buono per come si era messa la partita, a Parma. Lì si che c'era da divertirsi, da stropicciarsi gli occhi. Altri tempi purtroppo. 

La nostra occasione per provare a fare quell'ultimo passetto e diventare veramente grandi l'abbiamo avuta. Resta il rammarico. Uno stadio così, un'organizzazione così, una tifoseria così meriterebbero ben altri palcoscenici. 

Cosa c'è che non va? Perché non riusciamo più a competere per certi obiettivi?

Negli ultimi anni a mancare maggiormente è stata la crescita dei giocatori. Pensiamo al ciclo dei Lasagna, dei Samir, dei Fofana e anche dei De Paul. Hanno fatto per certi versi anche benino, a tratti sembravano poter consacrarsi ad alti livelli, ma sul più bello si sono quasi sempre sgonfiati. Nessuna esplosione, come accadeva negli anni precedenti con i cicli vincenti di Zaccheroni e Guidolin, nessun exploit in grado di trascinare la squadra verso un traguardo prestigioso. E' mancato sempre qualcosa.

Giusto allora chiudere questo ciclo e ripartire da gente nuova. Un prima rivoluzione è già avvenuta questo gennaio. Fuori KL15 e Mandragora, altro giocatore che ha reso molto meno di quello che si sperava anche prima dell'infortunio, e dentro Llorente e Braaf. Vero che il primo è un veterano ma sicuramente in termini di mentalità vincente può dare tanto. In carriera ha vinto praticamente tutto, può essere un traino e un esempio per i più giovani. Deve ritrovare la forma ovviamente ma sono sicuro che non deluderà. L'olandese classe 2002, invece, lo voglio vedere giocare al più presto. Se dicono tutti bene di lui un motivo ci sarà. Lo si faccia giocare, senza paura. Peggio di Matos non potrà fare. Ha classe e numeri, in una piazza come quella di Udine può e deve imporsi.

Come ha detto il Zac ai nostri microfoni, l'Udinese deve tornare alla sua filosofia originaria, lanciare nel calcio giovani talenti affamati di successo. E' questa la cosa che sappiamo fare meglio. La chiave di volta sta proprio lì. Braaf, Ouwejan, Molina, giocatori che possono darci tanto da qui in avanti. 

Con in panchina l'allenatore giusto, e può essere anche Gotti, con una continuità nel progetto tecnico, possiamo tornare a toglierci qualche soddisfazione. Giovani, l'Udinese li ha sempre pescati e li pescherà ancora. Si deve ripartire da lì. Il nuovo ciclo deve ripartire da loro. 

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 25 febbraio 2021 alle 22:10
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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