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Tanti auguri Totò, leggendaria bandiera dell’Udinese

UDINE, ITALY - MAY 15:  Antonio Di Natale of Udinese Calcio say hello to the fans after their last games  the Serie A match between Udinese Calcio and Carpi FC at Stadio Friuli on May 15, 2016 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Compie oggi 44 anni Antonio Totò Di Natale, primatista in praticamente qualsiasi graduatoria che riguardi la storia dell'Udinese. Una bandiera ammainata, ma che sventola ancora nella memoria collettiva friulana.

Davide Marchiol

Nella fortunata storia dell'Udinese di leggende ce ne sono state diverse. Ce n'è una però che spicca inevitabilmente su tutte le altre e si tratta di Antonio "Totò" Di Natale, che oggi festeggia 44 anni. Un giocatore arrivato in punta di piedi dall'Empoli, in un'estate che dalla Toscana portò anche Belleri e Cribari, e che poi con il tempo si è imposto come il giocatore simbolo della storia bianconera. I numeri parlano per lui. È primatista sia per quanto riguarda i giocatori più presenti tra le fila delle zebrette sia per numero di gol segnati. 446 gettoni con 227 reti le cifre pazzesche del numero dieci napoletano.

Un ragazzo che, nonostante il suo arrivo in Friuli con un ruolo ormai preciso e consolidato alla luce dei 27 anni, ha una crescita continua e costante che lo porterà nell'Olimpo del calcio italiano con la maglia di una "provinciale". Nelle prime stagioni ad Udine gioca nella zona di sua competenza, ovvero come esterno offensivo dal buon senso del gol. Con Di Michele e Iaquinta forma il tridente che ha portato le zebrette alla prima Champions League. Lo Sporting Lisbona battuto ai preliminari (vittoria 0-1 a Lisbona e 3-2 al Friuli) fa da ciliegina sulla torta. Un po' alla volta diventa uno dei senatori, restando in spogliatoio mentre gli altri prendono altre strade. Insieme a Quagliarella forma una coppia del gol che porta i friulani fino ai quarti di finale di Coppa Uefa persi contro il Werder Brema.

L'addio di Quagliarella però apre un problema, l'Udinese non ha più un vero centravanti. Floro Flores non riesce ad attestarsi sui livelli sperati. Ecco che Pasquale Marino schiera Di Natale al centro dell'attacco. Sembra una follia, Totò infatti non è dotato di un fisico propriamente statuario. Si rivela invece la mossa forse più azzeccata del nuovo millennio. Capocannoniere della Serie A nelle stagioni 2009-2010 e 2010-2011, annate da 29, 28, 23, 23, 17 e 14 gol. Una macchina arrestata solo dall'età che inevitabilmente avanza per tutti. Però 80 gol in tre anni di campionato sono probabilmente un qualcosa di irripetibile. Gol per giunta spesso non banali, basti pensare al tiro da fuori a effetto contro il Napoli nel 2010/2011 o quello a giro dalla fascia contro il Chievo nel 2012/2013.

Oltre ai numeri resteranno alla storia i numerosi no ad altre squadre che hanno legato Totò all'Udinese e a Udine. Quello più pesante è stato quello alla Juventus quando il trasferimento sembrava cosa fatta. Un rifiuto che ha fatto definitivamente entrare il cannoniere nel cuore dei tifosi, creando un legame indissolubile.

Per praticamente un decennio dunque, oltre a squadre spesso dotate di tanto talento, le fortune dell'Udinese sono state basate anche e soprattutto su quello che è stato un campione pur non vincendo effettivamente trofei e coppe. Ha aiutato nel processo di crescita ragazzi come Sanchez, poi passato al Barcellona, e Muriel, che ora fa le fortune dell'Atalanta dopo il difficile processo di maturazione. In azzurro ha sfiorato la vittoria dell'Europeo, perso in finale contro la Spagna, dando spesso un contributo importante in una selezione che in quel periodo non ha vissuto i suoi anni più fortunati.

Se proprio vogliamo trovare un difetto, un rimpianto, probabilmente i due preliminari di Champions persi e quella Coppa Italia spesso accarezzata e mai vinta possono rappresentare l'unico neo. Le semifinali con Roma e Fiorentina non sembravano insuperabili, ma anche per un pizzico di sfortuna le due compagini hanno stoppato l'Udinese. La cosa però rappresenta l'ago nel pagliaio di una carriera leggendaria. Ora Totò fa l'allenatore, sta crescendo sulla panchina della Carrarese. Chissà che un giorno quel ruolo in Friuli post scarpini al chiodo che sembrava sicuro qualche anno fa non possa comunque diventare realtà...

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