Uscite due certezze e arrivate delle incognite ma c'è una linea guida dietro questi movimenti

Recap Udinese: che stagione sarà?

UDINE, ITALY - AUGUST 27: Gerard Deulofeu of Udinese Calcio celebrates with teammates after scoring his team second goal during the Serie A match between Udinese Calcio and Venezia FC at Dacia Arena on August 27, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'Udinese è stata attiva sul mercato. Ora Gotti ha a disposizione una rosa completa fatta di giovani interessanti e "vecchie" certezze con Pereyra e Deulofeu come leader tecnici

Alberto Artico

Il mercato si è ormai concluso per le squadre di Serie A e, nonostante la pausa nazionali ancora in corso, c'è attesa per vedere all'opera le varie compagini che ora sono state definite in modo chiaro e così resteranno fino a gennaio, salvo alcune possibili aggiunte dal mercato degli svincolati.

L'Udinese si è mossa con una logica, solo il campo dirà se poi la squadra sia di livello o meno. Sono partiti due giocatori importanti come Musso e De Paul accasatisi rispettivamente all'Atalanta e all'Atletico Madrid a cui si è poi aggiunto il non riscatto di Bonifazi.

Se l'addio del Diez argentino era ampiamente preventivabile, la stessa cosa non si può dire per il portiere dell'Albiceleste. La Dea ha chiuso la trattativa in maniera rapida accontentando le richieste della dirigenza bianconera. Tuttavia Musso è stato ben sostituito: Silvestri è portiere più che affidabile e negli ultimi anni ha avuto un rendimento sorprendente tanto da attirare anche le attenzioni del CT Mancini. Inoltre per il suo acquisto l'Udinese ha sborsato un prezzo contenuto. Dunque un operazione soddisfacente sia a livello di campo che di bilancio.

Chi non è stato invece sostituito è De Paul, l'ispiratore di tutte le manovre offensive dei friulani nella passata stagione. L'Udinese confida che la coppia Pereyra-Deulofeu, con il Tucu a centrocampo, possa compensare il vuoto qualitativo lasciato dall'ex capitano. Solo il campo dirà se è stato un azzardo o se è stata una scelta lungimirante.

Con i soldi ricavati dalle cessioni dei due argentini l'Udinese dunque non ha preso un nome "pesante" ma ha scelto di acquistare alcuni giocatori giovani che possano offrire più scelte a mister Gotti. Una linea verde che ricorda un po'quell'Udinese che anni fa scopriva i vari Benatia, Sanchez o Allan e da perfetti sconosciuti li introduceva al calcio che conta.

É arrivato Udogie  per la fascia sinistra e Soppy per quella destra, entrambi del 2002 ed entrambi promettenti. Con Larsen e Molina l'Udinese è tranquillamente coperta sugli esterni. In difesa Nehuen Perez (2000) è il sostituto di Bonifazi. Di lui si dice un gran bene. Così come si parla in maniera molto positiva di Samardzic, jolly dalla metà campo in avanti arrivato dal Lipsia. Anche lui classe 2002 e da sempre nei radar delle selezioni giovanili tedesche. Infine, sul gong, è arrivato Beto attaccante del '98 ex Portimonense  su cui Marino ha sentenziato "un gioiello". 10 milioni il costo dell'operazione, ben più che una scommessa.

Come detto la dirigenza bianconera ha puntato su una linea verde, senza calare un colpo da novanta con i soldi incassati dalle cessioni. Bisogna essere sinceri, non molti conoscono bene questi nuovi arrivi e il tifoso deve affidarsi all'intuito della società. Nella sostanza sono partite delle certezze e sono arrivate delle incognite. Ma attenzione che queste incognite non possano trasformarsi in certezze un domani. E il tempo c'è.

Perchè c'è tempo? Difficilissimo fare delle griglie d'arrivo con certezza a questo punto della stagione. Ci sono 8 mesi davanti, una sessione di calciomercato e numerose incognite per tutte e 20 le squadre. Tuttavia l'obiettivo della squadra di Gotti è il mantenimento della categoria, poi tutto quello che viene in più è senza dubbio ben accetto ma non espressamente richiesto. E con una panoramica generale e viste anche le due partite già disputate sembrano esserci squadre molto meno attrezzate dell'Udinese che lotteranno per non retrocedere. Brutto fare nomi (poi si può essere sempre smentiti) ma ad oggi squadre come Salernitana, nonostante l'arrivo di Ribery, e Venezia sembrano non aver ben assorbito il salto di categoria. Poi ci sono squadre come Spezia ed Empoli che giocano un calcio propositivo. Ma se per i toscani questo tipo di gioco ha portato a battere la Juventus allo Stadium lo stesso non si può dire per i liguri che in due partite hanno preso la bellezza di 8 gol.

Quindi l'Udinese può affrontare la stagione con una certa tranquillità, che però non deve mai oltrepassare il livello di guardia, consapevole che il tempo per crescere e far fruttare la campagna acquisti c'è.

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