primo piano

Questa Udinese non muore mai

BERGAMO, ITALY - OCTOBER 24: Bram Nuytinck of Udinese Calcio celebrates at end of the Serie A match between Atalanta BC and Udinese Calcio at Gewiss Stadium on October 24, 2021 in Bergamo, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/Getty Images)

L'Udinese ha la pelle dura, altro pareggio in rimonta e grande prestazione contro un grande avversario, questa volta Gotti promosso a pieni voti

Stefano Fabbro

L'Udinese torna a casa da Bergamo con uno di quei classici pareggi che valgono doppio, raggiunta ancora una volta in extremis contro una grande del nostro campionato, piena di assenze si, ma che comunque ha potuto contare su un tridente offensivo di tutto rispetto più Muriel entrato dalla panchina. La squadra di Gotti questa volta ha approcciato perfettamente alla partita, preparata perfettamente dal mister che ha messo in campo un tridente un pò atipico con Molina e Pussetto come ali che avevano il compito di attaccare continuamente gli spazi lasciati dalla difesa orobica. Questa tattica ha giovato molto ai bianconeri nel primo tempo, una prima frazione praticamente perfetta fatta di compattezza difensiva, aggressività, ordine ma anche coraggio nelle ripartenze con le frecce sulle fasce, coraggio dimostrato dal fatto che è stata l'Udinese a sfiorare il vantaggio più volte nel primo tempo, due volte con Molina e una con Udogie, contro un'Atalanta pericolosa solo in occasione del palo colpito da Ilicic, un solo pericolo nei primi 45 minuti, sfido chiunque a trovare altre partite in cui la squadra di Gasperini ha prodotto così poco.

Il secondo tempo inizia con lo stesso canovaccio del primo, la sensazione è che i bianconeri avrebbero tenuto botta per lunghi tratti anche nella ripresa, rimanendo sempre pungenti e pericolosi in contropiede, ma l'ennesima svista arbitrale penalizza i friulani, visto che l'Atalanta sblocca il risultato si con un chirurgico e bellissimo tiro di Malinovskyi, ma l'azione del gol dell'ucraino nasce da un netto fallo non fischiato ai danni di Udogie, qualcuno poi spero venga a spiegarci del perché quel contatto sull'ex Verona non è stato sanzionato, mentre Pereyra una settimana fa è dovuto andare sotto la doccia per due veniali trattenute in mezz'ora di gioco, oppure Samir che dopo appena due falli su Ilicic è stato immediatamente ammonito dal direttore di gara...un excursus necessario questo vista la "sfortuna" che l'Udinese ha ultimamente con gli arbitraggi.

Nonostante lo svantaggio l'Udinese non si scompone, la squadra di Gotti riesce a rimanere ben legata alla partita, senza creare grossi pericoli, ma anche senza rischiare di soccombere di fronte a Muriel e compagni, e allora ancora una volta il carattere e lo spirito di squadra dei ragazzi di Gotti viene premiato dal poderoso stacco di Beto, decisamente on fire, l'uomo del momento che al 94' stacca in area di rigore mettendo dentro di testa il cross al bacio di Samardzic (ancora decisivo dalla panchina) e regalando un pareggio meritatissimo all'Udinese che torna a casa da Bergamo con la consapevolezza che davvero quest'anno può giocarsela contro qualsiasi avversario.

La sensazione è che se gli anni scorsi contro l'Atalanta quasi sempre si era avvertita sin da subito una netta superiorità dei nerazzurri, ieri invece la musica fosse diversa, con un'Udinese si molto accorta e attenta ma anche con la giusta gamba e qualità per ripartire e far male davanti, senza dimenticarsi della assenze di Pereyra e Deulofeu, probabilmente i due leader tecnici della squadra: questa volta un plauso a Gotti va fatto, forse anche più di uno, perché ha finalmente proposto una squadra con il giusto atteggiamento per 90 minuti, poteva passare in vantaggio nel primo tempo e anche nella ripresa sotto di un gol ha rimostrato quel carattere e quella voglia di rimanere aggrappata al risultato vista sia a Genova che contro il Bologna. Ora il punto di ieri unito alla consapevolezza e autostima acquisite vanno usati per tornare alla vittoria mercoledì contro il Verona, uno scontro molto duro contro una squadra che sta benissimo, allenata da una nostra vecchia conoscenza (Tudor), ma l'Udinese vista ieri non deve aver paura di nessuno, pensare solo a sé stessa, perché con la voglia e lo spirito messi in campo a Bergamo quest'anno le soddisfazioni non mancheranno, visto che, rispetto agli altri anni, finalmente il centravanti forte forte c'è e si chiama Beto.

tutte le notizie di