Pussetto terzino, da Velazquez ad oggi la lacuna è sempre lì

20.08.2019 15:42 di Davide Marchiol   Vedi letture
Pussetto terzino, da Velazquez ad oggi la lacuna è sempre lì

Udinese-Napoli stagione 2018/2019. I friulani vengono dalla rastrellata della Juventus degli alieni, con Cristiano Ronaldo che fa il classico gol del campione. In panchina c''è un Velazquez, sempre meno sicuro di poter applicare quella che è la sua filosofia di calcio nel campionato italiano, soprattutto con gli elementi a disposizione. Il fatto che il materiale a disposizione abbia mandato altrove una decina di allenatori dovrebbe far riflettere, ma non siamo qui a disquisire delle decisioni societarie. Sta di fatto che dal 4-2-3-1/4-3-3 contro i partenopei lo spagnolo sfodera un vecchio modulo trovato in soffitta, il 3-5-2, quel dannatissimo schema che dall'era Guidolin (sempre sia lodato) non riusciamo a toglierci di mezzo.

Gli elementi a disposizione però non sono adatti a un centrocampo a cinque e quindi che si fa? C'è un solo giocatore in rosa che può avere nelle corde qualche idea di come si faccia l'esterno tutta fascia e che è disposto a sobbarcarsi lo sforzo: Ignacio Pussetto, l'argentino che pensa come un tedesco. Ovviamente quando spettatori e giornalisti vedono la cosa lo stupore è abbastanza scontato: uno dei migliori giocatori offensivi a disposizione viene messo in un ruolo dove deve fare tantissima fase difensiva. Uno spreco e un problema, anche perché l'ex Huracan non può imparare all'improvviso i movimenti del terzino dopo aver fatto l'ala per anni. Velazquez va alla "gogna mediatica" per la decisione di cambiare modulo, ma anche lui sa che la cosa non è ripetibile, quindi si cercano pezze fino ad Empoli, quando, in una delle migliori partite giocate dall'Udinese degli ultimi anni, i friulani ne beccano due e l'ex Alcorcon va a casa.

Udinese-Sudtirol, Coppa Italia, stagione 2019/2020. Misterioso infortunio per Pezzella, unico terzino. Tudor effettua la mossa della disperazione: Pussetto quinto di centrocampo. Ma come? Non era tutta colpa di Velazquez che non aveva capito nulla e aveva messo un giocatore in un ruolo non suo? Eppure è riaccaduto, con un mister che ha dimostrato di saperne eccome di calcio. Però non ci sono altri esterni, sono tutti come l'argentino, perché mettere lì Nacho o Matos a livello di ruolo dà sempre lo stesso problema: hai un'ala a fare anche il terzino. In due mesi sul mercato sono stati comprati cinque giocatori, uno in prestito, uno è in campo (Jajalo), a Becao viene preferito Opoku e Nestorovski attende di subentrare, mentre per Walace è ancora troppo presto. C'era una lacuna enorme e risaputa, quella dell'esterno sinistro: in due mesi non è arrivato nessuno. Così riviviamo "l'incubo". Nacho dà tutto, ma è quasi commovente vederlo correre dappertutto, oltre che uno spreco offensivo. La cosa dura finchè Tudor non decide di far entrare il nuovo centrale brasiliano, spostando Opoku esterno e Larsen a sinistra. Due fuori ruolo e l'ex Bahia esordisce subito con due lisci. Tutto questo perché manca un esterno sinistro in una squadra di Serie A. Siamo sicuri che vedere tanti giocatori fuori ruolo sia stata una moda lanciata da Velazquez? O forse le colpe vanno cercate altrove? Ai posteri l'ardua sentenza.