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Proviamoci!

"Non andremo a Milano a subire l'Inter", così mister Tudor ieri nella conferenza stampa di vigilia. Parole che piacciono assai e che non sono affatto di circostanza. Lazio a parte, il tecnico croato con le grandi se...

Stefano Pontoni

"Non andremo a Milano a subire l'Inter", così mister Tudor ieri nella conferenza stampa di vigilia. Parole che piacciono assai e che non sono affatto di circostanza. Lazio a parte, il tecnico croato con le grandi se l'è sempre andata a giocare a testa alta, provando a fare risultato anche sui campi più ostici. In questi casi, quando si affrontano squadre sulla carta nettamente più forti, l'atteggiamento è tutto. 

Ne abbiamo viste negli ultimi anni di partite perse ancora prima di iniziarle a giocare. Con la Juve per esempio, salvo quel raro caso della vittoria alla prima giornata a firma di Thereau dell'agosto 2015, risultati sempre già scritti nel tunnel degli spogliatoi. Avremmo perso lo stesso, chiaro, ma non così, facendo da comparsa in un film di cui si sapeva già il finale. Arrendersi senza combattere però non fa parte della mentalità di Tudor. No, lui è guerriero, vuole provare a vincere sempre, anche quando sembra essere una missione impossibile.

E allora tutti a San Siro, con la voglia di stupire. Alla Scala del calcio, davanti a 60 mila persone, si dà sempre qualcosa in più ma sta sera per fermare quella che a tutti gli effetti è, almeno per me, la vera anti-Juve serve davvero qualcosa di straordinario. L'impresa. Perché noi avremo sì Tudor ma i neroazzurri hanno un certo Antonio Conte, l'allenatore più affamato del mondo, garanzia di risultati immediati. Vuoi vincere subito? Prendi Conte, nessuno è meglio di lui nel breve termine.

E' un'altra Inter, scordiamoci la pazza squadra degli ultimi anni: i neroazzurri, dopo una campagna acquisti da stropicciarsi gli occhi, possono davvero ambire a stare lassù in cima. Una squadra quadrata, fisicamente dominante - vedi Lukaku - e con tanta qualità in tutti i reparti. Ma è anche un'altra Udinese. Le prime due giornate lo confermano: siamo cresciuti rispetto alla passata stagione. Prendo ad esempio Mandragora per tutti, accanto a Jajalo è tutto un'altro giocatore. Merito del lavoro del mister e di una società che per una volta ha trattenuto i suoi pezzi migliori. 

Proviamoci, senza timori, poi vada come vada ma almeno sapremo di avercela messa tutta. Il tifoso friulano non chiede altro che questo. 

In chiusura: sarà una partita speciale anche per un altro motivo. Questa sera farà il suo ufficiale ritorno in Serie A Alexis Sanchez. Il destino gli ha messo di fronte all'esordio la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio. Sarà un'emozione, per lui, per noi. L'abbiamo visto Nino, oggi lo ritroviamo uomo maturo. Non c'è che augurargli il meglio, un giocatore che è sempre rimasto grato alla nostra terra e che mi auguro possiamo prima o poi rivedere in bianconero.

Buon Inter-Udinese a tutti!