primo piano

Profonda crisi, ? arrivata l’ora di attuare un “Piano B”?

Profonda crisi, ? arrivata l’ora di attuare un “Piano B”?

Sono ormai sette le partite senza vittoria per l'Udinese di Luca Gotti, un momento molto difficile, che nessuno pensava di poter vivere dopo quello scorcio di campionato con sei risultati utili consecutivi, Ancora una volta, però, i...

Stefano Fabbro

Sono ormai sette le partite senza vittoria per l'Udinese di Luca Gotti, un momento molto difficile, che nessuno pensava di poter vivere dopo quello scorcio di campionato con sei risultati utili consecutivi, Ancora una volta, però, i bianconeri hanno deciso di farsi del male da soli. Un'abitudine che si nota di partita in partita, con punti regalati a tutte le squadre, dal Benevento al Bologna sino ad arrivare alle più recenti sconfitte contro Napoli e Sampdoria. Tutte partite che l'Udinese, numeri alla mano, non meritava di perdere, ma che ha perso a causa dei soliti errori gravi in entrambe le aree.

In fase difensiva l'assenza di Bram Nuytinck si sta dimostrando letale, con l'olandese in campo l'Udinese ha preso solo un gol su calcio di rigore a Roma contro la Lazio, mentre senza di lui la media gol subiti a partita tocca le due reti; l'altro problema grave invece è sempre il solito, ovvero le troppe occasioni gettate al vento in attacco, dove Lasagna sembra sempre più sfiduciato, tanto movimento, tanti scatti, ma ogni volta che arriva in area di rigore il gol non arriva mai, inoltre va aggiunta anche la carenza di alternative offensive a causa degli infortuni di Pussetto, Okaka, Forestieri e con un Deulofeu sempre più oggetto misterioso. 

In tutto questo caos, la panchina di Gotti per ora è ancora salva, ma la sua posizione non è così fissa come qualche settimana fa, e la situazione potrebbe compromettersi notevolmente alla fine di questa settimana in cui l'Udinese affronterà prima Atalanta e poi Inter, due sfide che se affrontate nel modo sbagliato potrebbero far naufragare il mister e la sua squadra. Per evitare questo naufragio allora tocca a Gotti toccare i giusti tasti per far rinascere questa squadra dal bel gioco ma dalla pochissima concretezza, magari attuando il cosiddetto "Piano B": ma quale o quali potrebbero essere queste soluzioni alternative che il mister potrebbe adottare?

La prima è ormai il tormentone di quest'anno, ovvero passare alla difesa a 4, con Samir spostato nel ruolo di terzino (in cui probabilmente si esprime meglio) e l'avanzamento di De Paul nel ruolo di trequartista, in una posizione più vicina alla porta e agli attaccanti.

La seconda ipotesi non andrebbe a toccare la tanto amata difesa a 3 e vedrebbe solo l'avanzamento del Diez nel ruolo di trequartista di fianco al Tucu Pereyra per attuare un 3421 con a centrocampo una cerniera formata da Walace e Arslan. La soluzione più probabile al momento pare essere la seconda, visto che pochissime volte Gotti (e non solo lui)  si è allontanato dalla difesa a tre che poi diventa a cinque, ma forse alzare Rodrigo in un ruolo in cui potrebbe calciare più frequentemente verso la porta non sarebbe per niente una cattiva idea, visto che l'intesa col Tucu è ottima e soprattutto il numero dieci bianconero è il capocannoniere di questa squadra e l'uomo che vede maggiormente la porta e l'Udinese in questo momento ha un assoluto bisogno di gol. 

La situazione è critica, l'Udinese ha bisogno di una scintilla, le partite settimanali sono molto proibitive, ma i bianconeri non possono più scherzare e anche Gotti deve dare un segnale per difendere la sua panchina (ingiustamente)  traballante e l'ipotesi di avanzare De Paul togliendogli compiti tattici e permettendogli di inventare più vicino all'area avversaria potrebbe essere una soluzione per curare questa squadra, in attesa del recupero degli infortunati (Okaka e Forestieri) e magari anche di un rinforzo dal mercato, perchè questa squadra con un numero 9 da doppia cifra, con tutta la mole di gioco che propone, avrebbe sicuramente una classifica diversa.