A volte è meglio essere una formichina. A volte anche un punto può essere un mattoncino prezioso verso l’obiettivo finale. L’Udinese torna da Genova con un pari probabilmente non entusiasmante per il gioco espresso, ma utilissimo, perché ottenuto su un campo molto difficile e storicamente ostico. È un risultato importante perché i friulani sono imbattuti da quattro turni. Sotto la gestione di Delneri, l’unica nota stonata è il match contro la Juventus, non un avversario qualsiasi. Negli scontri diretti per la salvezza, sono arrivati sei punti. La sfida contro una squadra dalle ambizioni importanti come il Torino ha prodotto un pareggio giusto per come si è sviluppato l’incontro.

Ieri, la gara di Marassi ha offerto un canovaccio simile. Buona Udinese nel primo tempo, con qualche rimpianto per l’errore da due passi di Duvan Zapata; nella ripresa, si è fatta sentire la spinta del pubblico locale ed il Grifone ha accelerato per agguantare i tre punti. Il risultato finale tiene conto delle imperfezioni di entrambe le formazioni. Sul campo di gioco, si sono susseguiti tanti errori di impostazione, segno di nervosismo e paura. Il numero di occasioni per parte non differisce grandemente ed è leggermente favorevole ai rossoblù.

In casa bianconera si può essere soddisfatti per la ritrovata verve di Kums, tornato ad esprimersi su buoni livelli. Ancora ottimo Fofana, sempre più leader del centrocampo. In attacco si conferma in un momento estremamente prolifico Cyril Thereau, cinico e spietato sotto porta, ma, rispetto al passato, anche continuo nel susseguirsi delle partite. A proposito di conferme, ancora una volta da applausi Orestis Karnezis, una saracinesca. Il portiere greco ha ribadito di essere uno dei migliori interpreti del suo ruolo nel campionato italiano.

Invece, non è stata la giornata migliore di Duvan Zapata, poco lucido nell’area piccola. Fatica ancora a trovare continuità Rodrigo De Paul. Le difficoltà tattiche di inquadramento dell’argentino iniziano a preoccupare. Aspettiamo prima di giudicare. Le qualità non sono sparite. È anche vero che il tempo a disposizione non è molto. Il numero 10 deve ritrovarsi il prima possibile. Lo deve fare per sé stesso e per l’Udinese.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 07 novembre 2016 alle 08:00
Autore: Federico Mariani
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