Nulla da fare, dal Franchi non se ne esce con le ossa tutte intere

07.10.2019 11:24 di Davide Marchiol   Vedi letture
Nulla da fare, dal Franchi non se ne esce con le ossa tutte intere

Con questa siamo a 14 sconfitte consecutive. Sarebbe record si parlasse di una stagione sola, ma fortunatamente è "semplicemente" lo score al Franchi dell'Udinese (Coppa Italia compresa) dal 2008, epoca (visto che andiamo così indietro possiamo proprio parlare di "epoca") in cui i bianconeri sbancarono in Toscana grazie a quel duo che fa ancora sognare, ovvero Quagliarella-Di Natale. Da lì in poi i bianconeri e i rispettivi allenatori le hanno tentate un po' tutte, finendo sempre per uscirne col segno "1". Guidolin metteva in campo la squadra per giocarsela a visto aperto e volavano gol su gol, si ricordano punteggi pirotecnici come il 5-2 del 2011 con tanto di doppietta dell'amato/odiato ex D'Agostino, che ebbe un'infelice esultanza.

Tudor aveva detto che la scaramanzia è per i deboli e ci sta come ragionamento, certo è che siamo alle solite: la squadra prepara la sua partita, mette in campo il cannovaccio tattico provato in allenamento, ma poi l'episodio di una partita tiratissima va in favore dei viola. È successo l'anno scorso, quando su un contropiede ci fu un incomprensione nelle marcature e rimase Lasagna a coprire su Benassi (che andò a segno), è successo quest'anno, con Milenkovic che segna su un calcio d'angolo regalato da una mancanza di comunicazione tra Jajalo e Opoku (il primo lascia scorrere pensando sia rimessa dal fondo, il secondo non urla che è suo l'ultimo tocco). Poi mettiamoci anche Dragowski che con un gran tuffo neutralizza il pregevole diagonale di Lasagna, che per una volta l'aveva piazzata anzichè cercare solo la potenza, e il secondo 1-0 in due anni è servito.

Lascia l'amaro in bocca perdere così, perchè l'Udinese la sua partita l'ha fatta, ha intasato perfettamente gli spazi a due fuoriclasse come Ribery e Chiesa, provando anche ad attaccare, ma su quel fronte sappiamo che alcuni elementi, De Paul e Okaka, devono ancora entrare in ritmo partita (Rod non dimentichiamocelo che grazie al mancato sconto della squalifica è rimasto fermo un mese), mentre i due quinti di centrocampo ancora non riescono a garantire sia difesa che attacco. Sta di fatto che comunque i bianconeri stavolta non hanno lasciato delusi, certo è che uscire ogni volta dal Franchi con un pugno di mosche in mano sapendo di aver fatto la propria prestazione fa male. Ora c'è la sosta, tossica per l'Udinese, che perderà diversi elementi e che arriva dopo una partita che ti darebbe la carica per tornare subito in campo, magari tra le mura amiche, che quest'anno sembrano meno maledette degli anni scorsi. Il 6 comunque le zebrette lo portano a casa, nelle prossime sfide però servirà portarsi dietro anche qualche punto.