Senza De Paul e con un attacco sterile serve nuova linfa in casa friulana. Il mercato deve aiutare.

Mercato Udinese: necessità di investire o sarà stagione difficile

UDINE, ITALY - NOVEMBER 22: Rodrigo de Paul of Udinese Calcio  looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and Genoa CFC at Dacia Arena on November 22, 2020 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

In uscita De Paul, probabilmente anche Bonifazi non vestirà più la maglia bianconera. Voci di mercato anche su Musso e Larsen. L'Udinese dovrà investire sia per sostituire i partenti che per innalzare il livello qualitativo della rosa.

Alberto Artico

Manca solo una settimana all'apertura ufficiale della sessione estiva di calciomercato. Tuttavia in casa Udinese qualche movimento, sia in entrata che in uscita, è già fortemente impostato ed è questione di giorni che il tutto venga reso ufficiale.

Cessioni: più che usare il plurale qui sarebbe giusto usare il singolare perchè di fatto in uscita ad oggi c'è solamente De Paul. Manca solo l'ufficialità ma l'argentino vestirà la maglia dell'Atletico Madrid nella prossima stagione. Il club campione di Spagna ha investito una cifra che, bonus compresi, oscilla intorno ai 35 milioni. Giusto così. Il Diez cercava una nuova sfida e nuovi stimoli e la sua cessione fa bene alle casse del club che però ora deve reinvestire per puntellare la rosa.

In uscita c'è anche Bonifazi. Non si può parlare di una cessione in quanto il difensore classe '96 era arrivato con la formula del prestito dalla Spal. La distanza tra l'Udinese e il club estense sulla valutazione del giocatore è importante così come c'è anche distanza tra la richiesta d'ingaggio del giocatore e la cifra che il club friulano mette sul piatto. La situazione è in una fase di stallo e va considerato l'inserimento del Cagliari sulla cui panchina siede mister Semplici che ha già allenato ed ha piena fiducia nelle qualità del giocatore.

Acquisti: anche su questo fronte qualcosa si è mosso. Arriverà con la formula del prestito con diritto di riscatto Pedro Pereira esterno a tutta fascia che in Italia ha già vestito le maglie di Sampdoria, Genoa e Crotone. Classe '98 può giocare su ambo le corsie ed ha già esperienza in Serie A. Il suo arrivo però potrebbe anche spingere Styger Larsen verso altri lidi. Questa situazione è tutta da verificare ma la partenza del danese sarebbe comunque una perdita importante soprattutto dal punto di vista dell'esperienza nello spogliatoio.

Davanti invece arriverà Maxi Romero dal Psv. La formula è la stessa di Pedro Pereira. Il ragazzo mostrava ottime prospettive, tanto che gli olandesi hanno investito ben 11 milioni su di lui, ma un infortunio ne ha rallentato la crescita.

Così non basta: è vero siamo all'inizio, la sessione di calciomercato deve ancora iniziare di fatto ma in entrata vanno fatti degli investimenti. Anche con la sola partenza di De Paul e la perdita di Bonifazi la rosa friulana sembra non essere di livello. A queste due defezioni vanno poi registrati gli interessi su Musso in particolare dell'Atalanta e su Styger Larsen di club esteri.

Il reparto che soffre maggiormente è sicuramente l'attacco. Va considerato inoltre che all'inizio della prossima stagione Gotti potrebbe trovarsi a lavorare con Pussetto, Maxi Romero e Braaf (probabile il suo ritorno) che arrivano da tre rotture del crociato a cui va ad aggiungersi Deulofeu che negli ultimi anni ha passato delle stagioni travagliate. Urgono almeno tre rinforzi per reparto per rinforzare la rosa sia a livello numerico che qualitativo. Il compito più difficile per la dirigenza sarà quello ovviamente di rimpiazzare De Paul. Difficile trovare un giocatore che non lo faccia rimpiangere. Più probabile che si cerchi un centrocampista di sicuro affidamento, si abbassi Pereyra nel ruolo di mezz'ala, a lui più congeniale, e si cerchi almeno una punta in grado di garantire un buon numero di gol che di fatto manca da anni in Friuli. Sarebbe bene poi cercare profili che conoscano il campionato in modo da andare a colpo sicuro. Così si evita di imbattersi in quei problemi di adattamento che rallentano l'efficacia delle prestazioni del singolo e, di conseguenza, della squadra.

Come detto il mercato è lungo, c'è tempo. Ma mai come quest'anno la dirigenza bianconera deve lavorare bene. Sostituire il proprio leader tecnico e carismatico non è facile. Vanno studiate bene le operazioni in entrata e in uscita altrimenti c'è il rischio che la stagione si riveli molto complicata.

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