Mandragora fa il salto in Nazionale, ma ci sono ancora ampi margini di crescita

08.11.2019 18:53 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Mandragora fa il salto in Nazionale, ma ci sono ancora ampi margini di crescita

Rolando Mandragora ha alla fine compiuto il grande salto. Dopo essere stato un pilastro della nazionale U21, con tanto di fascia di capitano al braccio, ora l'ex Genoa sarà a disposizione di mister Mancini per le gare con Bosnia e Armenia. Una promozione che va a premiare la sua lenta, ma costante, crescita con la maglia dell'Udinese. Arrivato l'anno scorso per la cifra di 20 milioni di euro (con la possibilità però per la Juventus di riprenderlo a giugno per 26 milioni e l'impossibilità fondamentalmente di cederlo senza andare in perdita per le zebrette) il ragazzo non ha avuto da subito però l'impatto che ci si sarebbe potuti aspettare.

Si è molto discusso infatti sulla sua posizione naturale, con Velazquez prima e Nicola poi che lo alternavano a Behrami come play basso oppure lo usavano come mezzala. Le varie partite hanno poi chiarito che Rolando si trova a suo agio senza compiti di regia, ma con la possibilità di attaccare lo spazio e lì si è andati a lavorare. L'ambientamento è stato un po' più lungo del normale, ma già dalla fine della scorsa stagione si sono viste cose pregevoli, il suo sinistro infatti è molto delicato e permette conclusioni a rete di ottima fattura, basti ricordare il gol fatto al Frosinone. Inoltre il ragazzo mette tanta corsa in campo, eccedendo però ancora talvolta con la foga.

Questi i due aspetti su cui dunque Tudor prima, Gotti ora e l'eventuale nuovo allenatore poi stanno lavorando per farlo crescere. Già contro il Genoa si è visto come il suo compito sia quello di buttarsi per approfittare di una palla vagante da mandare in porta. Inoltre deve aggredire il primo portatore di palla, il costruttore di gioco avversario, andando così a dare una mano a Jajalo o Walace. Intanto la convocazione in Nazionale è un bel attestato di stima esterno, ora la crescita vista in queste prime partite non si deve fermare, perchè i margini per diventare un giocare d'alto livello ci sono, bisogna solo trovare i compiti giusti in cui limare certi dettagli. A Udine il ragazzo si è ritagliato tanto spazio e sta diventando una pedina importante, vedremo a fine anno cosa deciderà di fare la Juventus, perchè le richieste di club importanti iniziano ad arrivare.