Beto come punto fermo, difesa arcigna e portiere affidabile. Ora serve qualcosina in più sul piano offensivo per fare ancora meglio

Manca sempre un centesimo per fare un euro

Manca sempre un centesimo per fare un euro

Manca sempre qualcosa per fare il salto di qualità tanto sperato. Ma la crescita è un processo e come tale richiede tempo. I segnali però sono incoraggianti. C'è da lavorare e limare gli errori individuali

Alberto Artico

Un buon punto ottenuto contro un Bologna che, qualche scoppola a parte, quest'anno è partito bene. Una squadra di ragazzi giovani che però è già qualche stagione che giocano assieme ed hanno accumulato una buona dose di esperienza. Quest'anno vogliono fare il salto di qualità per cercare di ridurre il gap con la zona Conference League ma, soprattutto, per aumentare quello con la parte destra della classifica. Un punto che diventa ottimo in ottica bianconera considerando poi il rosso a Pereyra arrivato nel primo tempo che ha costretto l'Udinese a giocare in 10 uomini per buona parte della gara.

L'obiettivo del Bologna, riassumibile nel volersi insediare stabilmente nella parte sinistra della classifica, è lo stesso a cui si mira in casa Udinese. Le due squadre per raggiungerlo hanno provato a vagliare due strade diverse: il Bologna ha investito molto in un'unica annata, accaparrandosi giovani di qualità per poi dargli fiducia e continuità nel corso delle stagioni successive. Anche l'Udinese ha seguito una linea giovane, anche se le pedine sono arrivate dilazionate nel tempo. C'è qualche giocatore di esperienza (anche internazionale come Pereyra, Deulofeu o Stryger Larsen) in più che però è funzionale al progetto sia a livello tecnico che tattico.

In questo processo di crescita sembrano più avanti gli emiliani, complice anche la continuità del progetto iniziato qualche stagione fa, anche se l'Udinese sta facendo dei passi avanti importanti. Quando gioca la squadra di Gotti si percepisce che i giocatori "remano" tutti dalla stessa parte, si capisce che c'è un'unione di intenti e che la squadra sa cosa fare e come muoversi sul rettangolo verde.

Ogni partita però manca sempre qualcosa. L'Udinese è riconosciuta in Italia per essere solida, scorbutica e difficile da affrontare grazie soprattutto a una attenta fase difensiva. Cosa che per esempio è mancata con Sampdoria e Napoli. Quando però si presta attenzione alla fase di non possesso sono in molti a lamentarsi per quella mentalità offensiva che troppo spesso è mancata nelle ultime stagioni. Per esempio con Fiorentina e Roma bastava un pizzico di coraggio in più per non uscire dal campo a mani vuote.

Adesso poi l'Udinese può contare finalmente su un vero 9 che sembra a tutti gli effetti essersi calato nella nuova realtà: Beto. Con le sue due marcature in Serie A ha acciuffato Sampdoria e Bologna e si è fortemente candidato come prima punta di riferimento per la squadra. In più l'intesa con Deulofeu sta crescendo e la coppia tra lui e lo spagnolo si prospetta interessante e potrebbe regalare più di qualche gioia.

Poi c'è la questione modulo: cambio oppure no? Inutile fare troppe considerazioni. L'Udinese con il 3-5-2 è rodata, sicura e ha parecchie certezze. Cambiare è sempre un'insidia ma può far scoprire nuove potenzialità che non sono state sfruttate. Un cambio di modulo può essere utile anche a gara in corso visto che con 5 cambi e una rosa profonda come quella dell'Udinese si può stravolgere l'11 iniziale. Per queste questioni però c'è il mister, ci si affida a lui.

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