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Ma quanto ? forte il Tucu?

Forse il ritorno del Tucu Pereyra all'Udinese era stato un pò sottovalutato da tutti, un po' perchè veniva da una stagione negativa per il Watford e un po' perchè qua a Udine ormai la scena se la prende tutta (o...

Stefano Fabbro

Forse il ritorno del Tucu Pereyra all'Udinese era stato un pò sottovalutato da tutti, un po' perchè veniva da una stagione negativa per il Watford e un po' perchè qua a Udine ormai la scena se la prende tutta (o quasi) Rodrigo De Paul, ma l'acquisto a titolo definitivo dal Watford di Roberto Pereyra a posteriori è stato il principale colpo di mercato estivo della società bianconera, un giocatore che qui a Udine era esploso grazie all'era Guidolin e che poi è andato a giocare la Champions League e a vincere due scudetti con la Juventus, per poi tornare in orbita dei Pozzo accasandosi al Watford. La retrocessione della squadra inglese ha chiaramente aperto il mercato per il Tucu, che ha scelto umilmente di tornare nella piazza che lo ha reso grande all'inizio della sua carriera, ovvero a Udine, grazie anche all'influenza di una folta rappresentanza argentina qua a Udine, capitanata dall'amico Rodrigo De Paul, con il quale ora si diverte, e non poco, in campo. Dopo una fase iniziale in cui il Tucu ha dovuto recuperare la forma migliore, una volta rientrato a pieno regime l'argentino si è dimostrato un giocatore di caratura superiore, insieme a Rodrigo De Paul forma un centrocampo di assoluto spessore tecnico, appare evidente come i due si divertano a giocare assieme in campo, andando sempre alla ricerca l'uno dell'altro, perchè sia per il Tucu che per Rodrigo la prima idea è sempre quella di ricercare l'amico argentino. L'importanza di Pereyra ora è nota a tutti, anche a coloro che pensavano fosse in una fase calante della sua carriera, ma altrochè calante, a 30 anni il Tucu è nel pieno della sua maturità calcistica, può ricoprire almeno tre ruoli e, nell'ultimo periodo, sta tornando ad essere quel giocatore devastante che si era visto proprio qui a Udine quando giocava in attacco alle spalle di un certo Totò Di Natale, la partita di Genova è stata il punto più alto della sua stagione qui a Udine, a Marassi l'ex Juve è stato assolutamente incontenibile, seminando continuamente tutti gli avversari, vedendosi annullato un gol per un fuorigioco di pochi centimetri di Fernando Llorente.La fortuna dell'Udinese è che Pereyra è legato ai bianconeri con un contratto fino al 2023, quindi potrà rappresentare una colonna anche per l'Udinese del futuro, una rosa che (a malincuore) probabilmente dovrà fare a meno di Rodrigo De Paul, reclamato dalle grandi squadre, ma che nel Tucu può affidarsi a braccia aperte, vista la sua forza, la sua tecnica, la sua personalità e il suo carisma, insomma tutti gli ingredienti per essere il leader del presente e del futuro di questa squadra, una squadra che, fatalità, l'unica partita che ha perso nel girone di ritorno è stata a Roma, trasferta in cui Pereyra era assente per infortunio. Un grazie, infine, va fatto anche al direttore Pierpaolo Marino, perchè la sua figura ha contribuito a convincere il Tucu a tornare a Udine da protagonista, una scommessa vinta e stravinta, formando una delle coppie di mezz'ali più forti di tutto il campionato, perchè signori, questo Pereyra potrebbe tranquillamente giocare anche nelle prime 3 o 4 squadre del nostro campionato, semplicemente DEVASTANTE, guai a voi a darlo per "finito" un'altra volta, perchè il Tucu è sempre pronto a smentirvi.