La solita solfa

26.01.2019 11:41 di Stefano Pontoni Twitter:    Vedi letture
La solita solfa

Udinese a Marassi per? Inutile spendere tante parole. Abbiamo scritto e riscritto, settimana dopo settimana, della necessità di voltare definitivamente pagina, di iniziare un nuovo campionato, dell'urgenza di fare punti per evitare di ritrovarsi al terzultimo posto. Parole al vento, anche perché poi in campo pare sempre la solita solfa. 

Morale basso, più che altro quella rassegnazione che da tempo alleggia ormai su Udine. Sì, perché nemmeno dal mercato arriva un sussulto. Ci aspettavamo un centrocampista di qualità e una punta: sono arrivati, con tutto il rispetto, Okaka (molto meglio di quel che si credeva) e la riserva di Danilo, De Maio. 

Che dire della partita contro la Samp dell'ex Quagliarella? Che servirebbero punti, visti soprattutto gli altri scontri diretti di giornata, ma che sarà veramente difficile farli. I blucerchiati sono una gran bella squadra, con una chiara idea di gioco e soprattutto con un paio di bocche da fuoco letali. Non c'è infatti il solo Quaglia, giocatore straordinario (14 centri in stagione) che andava ripreso senza se e senza ma e al quale andava affidato il ruolo di erede di Di Natale, ma anche Gabbiadini, Defrel e chi ne ha più ne metta. 

Dal canto suo l'Udinese invece proverà a difendersi, con un centrocampista in più e un attaccante in meno. Lasagna non ce la farà (di questi tempi sai che perdita), al suo posto non Pussetto ma De Paul, per giocare in maniera più accorta. Rientra Mandragora (sai che rientro...), Behrami a fare legna e Fofana che ci si augura non faccia, come al suo solito, soltanto confusione. 

A sentire comunque Nicola in conferenza stampa i bianconeri sono tutti belli e bravi e il sol problema è la sfortuna. Uno squadrone insomma, in tutti i reparti che deve solo fare pace con la buona sorte. Se così fosse credo che la classifica in ogni caso sarebbe stata diversa e invece oggi piange. Poca fiducia in questo ultimo sabato di gennaio? Vero, le partite partono tutte dallo 0 a 0 ma vedendo la nostra squadra, costruita così senza né capo nè piedi, ancora orfana di quei rinforzi necessari per una salvezza tranquilla, è normale essere un po' scoraggiati. 

Alle 18 il fischio d'inizio, magari saremo smentiti, magari sta sera potremmo gioire. Chi lo sa, incrocio le dita e vado ad accendere una candela in Madonna delle Grazie.