Ribadisco il concetto: è un torneo che a me non fa impazzire.

Questo però non significa che vincere o perdere, impegnarsi o essere rilassati sia lo stesso. E la banda di coach Ale infila la terza vittoria di fila, seconda in trasferta, espugnando sul filo di lana il palasport di Villafranca dopo aver dominato la gara in lungo e in largo. Partita rimessa in discussione dalla formazione di Dalmonte con un 15-3 a cavallo dei due quarti finali, pronta a mostrare che il ruolo di grandissima favorita per il primo posto non è campato per aria.

Ci mancherebbe: la gara di stasera, però, assenti ancora gli infortunati Lollo Penna e Riki Cortese, aldilà della raffica finale di emozioni, ha detto che Udine sta costruendo un gruppo solido e coèso, in cui tutti stanno al proprio posto e nessuno prevarica, sentendosi superiore agli altri.

Non dico, sia chiaro!, che con coach Demis andasse diversamente: questa stagione pare però nascere con prospettive differenti.

Udine ottiene tantissimo da una coppia di americani che pare depaulizzare (neologismo ispirato alla nefandezza sarandina di ieri sera) chi dubitava della loro qualità: stanno ancora carburando, ma la tripla ‘step-back’ di TJ che ha creato il solco decisivo, determinando alla fine il punto di vantaggio è poesia cestistica; nel primo tempo Gerald Beverly fa il bello ed il cattivo tempo contro un eccellente Candussi ed un Rosselli che conosciamo bene; Fabi fa tante cose, le fa bene e mette una tripla che annichilisce la rimonta avversaria. Di Antonutti non parlo, tanto è scontato il ruolo di padre nobile che svolge nella squadra. E non sono nemmeno a metà serbatoio, figuriamoci quando lui, Zilli, Gerald lo riempiranno. A proposito: la falange friulana fa 36 punti sugli 86 totali: bravi anche Vito e Jack.

Non mi esalto, ma non si può rimanere indifferenti di fronte alla crescita, step-by-step, della formazione bianconera: un altro coach che fu nostro, non lo cito ma capirete bene di chi si tratta, mi ha confidato come per lui ‘l’acquisto più importante è Alessandro Ramagli’. È vero: è ora di finirla con la storia del carattere dei livornesi; Alessandro, assieme ad Andrea Bonacina (su cui spesi parole al miele, che confermo anche oggi) ed al nostro ‘coach Jerome’ forma un pool tattico che ha pochi rivali. Ebbene sì: ne sono estremamente soddisfatto.

Vincere gare come quella odierna vale doppio: per l’autostima, perché vincere aiuta a vincere; perché Verona è, come detto, squadra da battere ma oggi è sembrata la Udine della scorsa stagione. È evidente che debbono ancora attendere Love, altrettanto vero che non so in quante altre partite Rosselli verrà ‘tutelato’, in attacco e difesa, come stasera. Terna arbitrale ancora in via di sviluppo, aspettiamo che si rimettano in pari con la preparazione. Stasera decisamente i peggiori in campo.

Non nego nemmeno che stasera sulle panchine c’erano due fra i miei allenatori preferiti; coach Dalmonte subentrò al gentleman Frates inculcando da subito una mentalità positiva all’ambiente. L’anno scorso Verona ha sfruttato male le folate di Vujacic, ma quest’anno la dirigenza ha messo a disposizione del trainer imolese un roster completo e forte, impreziosito dalla coppia straniera Hasbrouck (la riapre lui, stasera, con una tripla siderale)-Love (aspettiamolo) e con la speranza che il povero Tomassini riesca, finalmente, a calcare di nuovo il parquet.

Adesso i quarti: a Cividale, contro Forlì o Ravenna (non so come siano finite quelle gare). Per andare alle F4. In fondo, sarà pure un torneo amichevole ma perché lasciarlo andare?

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 15 settembre 2019 alle 22:03
Autore: Franco Canciani
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