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Gotti: “Per questa gara ho pensato al 3-4-3, ci ha permesso di sfruttare meglio gli spazi”

UDINE, ITALY - SEPTEMBER 20: Luca Gotti head coach of Udinese Calcio looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and SSC Napoli at Dacia Arena on September 20, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

La conferenza stampa di Luca Gotti post Atalanta-Udinese.

Davide Marchiol

Luca Gotti ha parlato in conferenza stampa dopo il pari per 1-1 con l'Atalanta.

La gara:

"Penso che lo spirito sia stato premiato, non abbiamo voluto dare la gara per persa. Il piano della partita era chiudere un certo tipo di spazi e  sfruttare quelli che ci avrebbe concesso l'Atalanta. Nel primo tempo ci siamo riusciti, nella ripresa prendi quel gol così e poi hanno più occasioni, però lo spirito almeno è stato premiato.

Beto ancora in gol, sembra un attaccante dal futuro importante:

"Quello che ci ha fatto vedere fin dal primo giorno faceva pensare questo tipo di possibilità, poi il campo dà il suo verdetto. In queste gare ha raccolto quanto seminato in settimana".

Il 3-4-3?

"Mi sembrava una buona soluzione per affrontare questa partita, con la contingenza e per affrontare questa Atalanta. Molina da attaccante con Pussetto e Beto garantisce gamba e potevano essere pericolosi per una difesa che piano piano ci avrebbe concesso spazio. In settimana gli ho detto di divertirsi perché avrebbe giocato una gara un po' meno difensiva e più offensiva".

Cos'è successo sul gol dell'Atalanta?

"Come capita sovente durante una partita capita di avere sensazioni diverse rispetto all'arbitro, spesso magari vedi solo quelle a tue sfavore e non tutti gli episodi. In quel momento c'è un mezzo fallo su Udogie che non riesce poi a ricevere palla e dalla rimessa abbiamo preso gol, ma di ricostruzioni così se ne possono fare diverse durante una gara".

Gasperini ha parlato della possibilità di far parlare gli arbitri post partita per spiegare certe decisioni:

"Sì, come concetto è perfetto, sarebbe bello perché ci avvicinerebbe un po', con diversi arbitri si può parlare con franchezza, con altri se ti rivolgi a loro sembra lesa maestà. Mi rendo conto che anche gli allenatori sono un po' così. Il fatto che l'arbitro possa parlare a fine partita ci avvicinerebbe, ma contestualmente presterebbe il fianco a polemiche, con questa modalità di calcio ci sarebbero polemiche facilmente. Se noi vedessimo le cose con il giusto distacco sarebbe possibile e probabilmente in futuro sarà così".

Sei soddisfatto di aver lanciato così tanti giovani in queste gare?

"Non sono io che lancio i 2002, guardo quando un giocatore si mette nelle condizioni di essere utile alla squadra. Devo cercare di far giocare i ragazzi senza perdere di vista l'obiettivo".

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