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L'editoriale

Che inizio, l’Udinese è squadra!

Che inizio, l’Udinese è squadra!

Questa Udinese diverte. Piace l'intensità, piace il gioco, piace la convinzione di poter andare a vincere la partita

Stefano Pontoni

Non sono solo i 4 punti in classifica (l'anno scorso dopo due giornate e le sconfitte contro Spezia e Verona erano tristemente 0) a fare la differenza rispetto al passato ma soprattutto la sensazione che qualcosa, a livello mentale in primis, pare essere davvero cambiato.

Quel cerchio prima del fischio d'inizio, che magari è passato a molti inosservato, ha un significato importante. Vuol dire unione, determinazione, voglia di fare risultato, condivisione di stimoli ed obiettivi. Concetti di cui l'Udinese è stata a lungo priva.

Senza De Paul tutti si sentono più responsabilizzati, partecipi nella manovra, protagonisti del gioco. RoD era ed è un campione e un paio delle ultime salvezze sono tutte sue, ma allo stesso tempo era anche un accentratore. Tutto, soprattutto nell'ultimo anno, passava dai suoi piedi. Ora che non c'è un giocatore, ripetiamo straordinario, in grado di fare da solo la differenza, l'Udinese si è fatta per forza più squadra. Pare un'assurdità ma è così. E' stato bravo fino adesso Gotti a trovare nella crescita globale del gruppo il vero sostituto dell'argentino.

Se la passata stagione contro le neo promosse, in casa soprattutto, la bianconera è uscita con le ossa rotte, ieri sera contro il Venezia si è imposta senza se e senza ma, dimostrando di poter star ad un livello superiore.

C'è poi, ovviamente, la forza anche di certi singoli. Silvestri ieri ha dimostrato, qualora servisse, di essere un grande portiere, uno grado di non far rimpiangere Musso. Molina continua la sua straripante crescita, qualche errore qua e là ma nel complesso una prestazione devastante. Pussetto, capace di incarnare tutte le caratteristiche del centravanti moderni, ritrova la gioia del gol che in casa mancava da ottobre 2020 e si mette una volta per tutte alle spalle l'infortunio. In crescita anche Deulofeu, sempre più decisivo, sempre più nel vivo del gioco. Bene tutti, Pereyra, Walace, anche Larsen che gioca con la valigia mano.

Qualche dubbio in più sulla difesa. Seppure Nuytinck ieri sera è tornato quello apprezzatissimo di un tempo, due sbandate pericolose. Johnsen e Okereke non hanno punito, merito anche di un straordinario Silvestri, ma certe occasioni non si possono concedere. Dietro qualcosa va registrato, lo sa Gotti che però alla ripresa avrà un Perez in più.

L'inizio è stato positivo, entusiasmante. Ora la sosta per le nazionali è quasi un peccato. Da qui al 31 agosto la fine del mercato, che si spera porti in dote quel poco che manca. Piedi per terra e lavorare. Siamo solo al secondo capitolo di 38. La strada è lunga e ancora non si è fatto nulla.

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