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Che brutta faccia! Ma Gotti si salva

UDINE, ITALY - NOVEMBER 07: Udinese Calcio players celebrate the victory during the Serie A match between Udinese Calcio v US Sassuolo at Dacia Arena on November 07, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ciò che sarebbe accaduto in caso di mancata vittoria l'annunciava, al rientro in campo per la ripresa, la faccia di Pierpaolo Marino plenipotenziario dell'area tecnica: una faccia brutta e tesa, deformata dalla rabbia e dall'incredulità, e...

Ido Cibischino

Sarebbe accaduto che avrebbe vinto il partito dei tagliatori di teste cui sarebbe stato concesso, con timbro di Londra, lo scalpo di Luca Gotti. E qui ci si potrebbe divertire snocciolando  nomi su nomi del possibile sostituto tanto è folta la schiera dei disoccupati che occhieggia speranzosa, dal solito Maran a Gattuso passando per Donadoni e magari Stramaccioni.

Non è accaduto e ci scappa un evviva: per il gusto della vittoria riassaporato dopo nove partite (dal successo a La Spezia del 12 settembre); per i tre punti che issano l'Udinese alla dignitosa quota 14 che è poi la stessa del celebrato Sassuolo e del Torino che andremo ad affrontare dopo la sosta azzurra; e infine - diciamolo - anche per questo Gotti più pensatore che condottiero. Ma comunque uomo di calcio con specializzazione in tattica applicata, anche se a 54 anni rimane ancora in formazione sulle infinite sfaccettature del mestiere di capo allenatore.

Gotti ha provato a superare l'ingessato 3-5-2 e per qualche minuto è sembrato che il fresco 4-2-3-1 (nella terza linea ha debuttato come terzino l'argentino Perez) avesse prodotto il miracolo di vedere una squadra propositiva, con le idee e le distanze giuste, benedetta dal bel gol di Deulofeu.

E' bastata una castronata di Silvestri per bruciare l'affresco iniziale e rivedere la “crosta” di tante recite passate: insicurezza, tutti dietro, ripartenze smozzicate, l'iniziativa lasciata alle belle arie dei ragazzi di Dionisi guidati dal tenore Berardi e dal guizzante talento di Frattesi per il raddoppio. Di puro caso, dato che la conclusione di Molina sarebbe finita fuori, la rete del pari da attribuire a netta e fortuita deviazione dello stesso Frattesi.

La vittoria era tutta da costruire e in caso di fallimento, come si diceva, dietro l'angolo occhieggiavano scenari cupi. Ebbene, nel secondo tempo l'Udinese ha corso, combattuto e sgarfato (almeno quello, si dirà... ) con spirito guerriero, ha lottato per se stessa e per il proprio tecnico venendo premiata dal cioccolatino che Pereyra ha scartato per la quarta rete italiana di Beto, la rete della vittoria.

Prendiamo e portiamo a casa, senza trionfalismi, sia chiaro, perchè restano chilometri di strada da percorrere per assemblare una squadra che nella personalità e negli sviluppi di gioco s'intoni al valore del materiale umano che la compone. Un materiale non uniforme, che presenta sbalzi tecnici e caratteriali che solo il tempo potrà accordare e rendere orchestra: un gruppo in divenire, insomma, che sarà interessante seguire in un'evoluzione per se stessa spettacolo, posto che oltre la salvezza grandi traguardi sportivi non sono in vista.

Del progetto, pare di capire, non farà parte Stryger Larsen, accantonato per “una scelta gestionale del club” come ha spiegato Gotti, del quale il nazionale danese era uno dei pretoriani. Senonchè il buon Jens, dopo quattro anni di onorata milizia friulana, arrivato alla soglia dei 30 e in scadenza di contratto a giugno 2022, ha deciso di cambiare aria per monetizzare al meglio, in una destinazione gradita e non imposta, l'ultima tranche di carriera.Contemporaneamente l'Udinese non intenderebbe lasciarlo andare a parametro zero e da tempo preme per un rinnovo che le consentirebbe dalla cessione un introito intorno ai 3 milioni. Se Larsen è finito in tribuna vuol dire che al momento le parti sono

al massimo della conflittualità.

Quella dell'Udinese, orientata oltretutto a valorizzare la fresca gioventù portata a casa, è una prova di forza che al momento non è dato sapere se riuscirà a scalfire i propositi del coriaceo danese, il quale come prospettiva estrema potrebbe vedersi costretto in poltrona sino a fine stagione! Forse non gliel'hanno detto a Larsen: quando si tratta di conquibus all'Udinese non scherzano, né intendono avallare precedenti che potrebbero minare

la politica gestionale ed economica della società.

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