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Beto, Pereyra, Deulofeu e un 4-2-3-1 che, con difetti, fa esplodere la vena offensiva friulana

UDINE, ITALY - NOVEMBER 07: Gerard Deulofeu of Udinese Calcio celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Udinese Calcio v US Sassuolo at Dacia Arena on November 07, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Contro il Sassuolo l'Udinese è tornata a fare un gioco più offensivo, mostrando però anche limiti nell'equilibrio difensivo che andranno analizzati.

Davide Marchiol

Dopo il 3-4-2-1 è arrivato il turno del 4-2-3-1 per Luca Gotti, che contro il Sassuolo ha provato un modulo che già era nell'aria da un po'. L'Udinese infatti sembra avere una rosa tale da poter cambiare in base alle necessità dettate dall'avversario di turno. Che la difesa a 4 fosse però cosa abbastanza nuova (provata solo in alcuni spezzoni e in amichevole) si è visto in campo nel match con i neroverdi. Un primo tempo dove le zebrette hanno faticato in retroguardia a trovare le misure, dando vita a una gara un po' pazza. Decisamente meglio nella ripresa, quando i bianconeri hanno chiuso gli spazi in modo più efficiace.

Abbiamo visto per la prima volta Nehuen Perez, schierato terzino destro, ma è troppo poco per poter giudicare. Da capire anche quanto Samir possa rifare il terzino sinistro dopo tante stagioni da "braccetto" di un trio. E' parso un po' bloccato, decisamente meglio con Udogie, che ha dato gamba e velocità in entrambe le due fasi.

Se difensivamente c'è tanto da studiare e da analizzare per il tecnico, davanti invece ci sono quasi solo certezze. Il 3-5-2 infatti non permette di sfruttare appieno il potenziale di tutti gli elementi offensivi. Contro il Sassuolo invece gli schemi hanno permesso a Deulofeu e Beto di mettere in bella mostra la loro intesa. Lo spagnolo quest'anno è chiamato a fare da trascinatore, cosa che non è riuscito ad essere nella stagione precedente per i troppi infortuni.

Un buon avvio, poi una distorsione alla caviglia, contro il Sassuolo è tornato e ha fatto vedere di non aver subito il fastidio fisico. Il primo gol del 3-2 finale è l'emblema del feeling che c'è con il portoghese. Percussione di Becao, Beto porta via entrambi i centrali e lo spagnolo può inserirsi per il gol. Azione magistrale e resa fattibile da una filosofia di gioco più offensiva.

Il soprannome di "Haaland portoghese" sembrava pesante per Beto. Ad oggi però la cosa effettivamente sta trovando dei riscontri. L'ex Portimonense non solo è efficace sottoporta (quarta rete per lui), ma soprattutto sta facendo rendere al meglio tutti i compagni di reparto. Quando ben accompagnato il tasso di pericolosità dell'Udinese aumenta sensibilmente. Deulofeu è quello che ne sta giovando di più, finalmente c'è qualcuno che può sfruttare i dribbling dello spagnolo e contemporaneamente creare spazi per lui. C'è però anche un Success che con il numero 9 si è trovato subito bene, come giocassero insieme da qualche decina di partite. Senza contare il ritorno all'assist di Pereyra (primo in stagione), che ha trovato il centravanti quasi ad occhi chiusi.

Un'Udinese che dunque offensivamente sta nascendo, da capire ora come equilibrerà la cosa Gotti. Sicuramente è questa la sfida più importante. Attualmente per fare il 4-2-3-1 lì in mezzo sembra mancare qualcosa per aiutare la difesa. Più nella gestione della palla che nel filtro, dove Walace, Arslan e Makengo hanno fatto un lavoro discreto. Servirebbe qualcuno in grado di tenere costantemente sotto controllo i ritmi di gioco per evitare sbandamenti bruschi come quelli visti domenica. Gennaio è lontano ma non troppo, chissà che non si faccia qualcosa (anche se nel mercato di riparazione i nomi sono pochissimi).

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