É lui l'attaccante che da tempo mancava all'Udinese? Deve ancora dimostrarlo ma...

Beto: il nove che l’Udinese cercava

GENOA, ITALY - OCTOBER 3: Beto Betuncal of Udinese celebrates after scoring a goal during the Serie A match between UC Sampdoria and Udinese Calcio at Stadio Luigi Ferraris on Ctober 3, 2021 in Genoa, Italy. (Photo by Getty Images)

Il portoghese sta lanciando segnali importanti culminati con il gol a Marassi. Sta meglio di Pussetto ad oggi e, complice l'essere l'unica prima punta in rosa, si candida per essere un punto fermo di questa Udinese

Alberto Artico

Era stato preannunciato in fase di presentazione della gara che Sampdoria - Udinese sarebbe stata una partita in cui gli attaccanti avrebbero dimostrato il loro valore e regalato qualche bonus in ottica fantacalcio a chi avesse scelto di puntare su di loro. Quagliarella ha confermato di essere particolarmente avvelenato quando vede il bianconero friulano davanti, rigore segnato e diciasettesima stagione consecutiva in rete in Serie A. Una firma "storica" del nostro campionato ma anche una prima volta a Marassi, quella di Beto Betuncal.

Arrivato un po' a sorpresa nelle ultime ore di mercato, l'attaccante portoghese è uno di quei colpi in stile Udinese che molte volte han regalato gioie ai tifosi bianconeri sul campo e rimpiguato, qualche anno più tardi, le casse del club con la loro cessione. La cifra per farlo vestire bianconero è un po' insolita ma testimonia come la proprietà e lo staff tecnico credano nel ragazzo: per riscattarlo, e c'è l'obbligo, l'Udinese dovrà sborsare 10 milioni di euro. Non sono certo spiccioli per un club come quello friulano che, tuttavia, aveva bisogno di dimostrare che le perdite di De Paul e Musso, seppur in ruoli diversi, fossero state assorbite.

Per Beto dunque è arrivata la prima gioia italiana dopo che aveva dato segnali incoraggianti nel match casalingo contro la Fiorentina. Fisicamente può ricordare Duvan Zapata. É dotato di un fisico possente ma ha una grande falcata che lo rende temibile in progressione. Inoltre è tatticamente intelligente e si muove sul fronte offensivo in modo interessante e funzionale per i compagni. Tuttavia un attaccante, si sa, è valutato per i gol e adesso il portoghese può stare un po' più sereno e continuare a lavorare per migliorare e per integrarsi ancora meglio nei meccanismi di squadra e abituarsi al nuovo campionato. Ora l'obiettivo è la continuità.

La domanda che tutti si fanno adesso è se le gerarchie lì davanti siano cambiate? Ovviamente solo mister Gotti conosce la risposta. Quel che è certo è che il lusitano è l'unica vera prima punta a disposizione, anche quando tornerà a disposizione Nestorovski. Di fatti il macedone, Forestieri, Pussetto sono tutti giocatori offensivi che possono giocare da "9" ma non prediligono quella posizione.

Quindi ciò significa che Beto ha la strada spianata verso la titolarità? Assolutamente no. L'essere l'unico centravanti sicuramente aiuta, ma l'Udinese ha più volte giocato con un attacco leggero. Va detto che però il tandem Pussetto-Deulofeu è un po' troppo "leggerino", specie contro alcuni avversari e sebbene l'argentino ex Watford sia molto stimato da Gotti potrebbe scivolare un passo dietro nelle gerarchie complice anche un momento di lieve flessione della sua condizione.

Quel che è certo è che nel calcio delle "5 sostituzioni" è utilissimo avere delle alternative valide che possano svoltare l'andamento di una gara e quest'anno l'Udinese le ha. Che Beto trovi spazio comunque è una cosa sicura: un po' per la cifra che è stato pagato e che conferma l'intenzione di puntare sulle sue qualità e un po' per meriti sportivi visto che, come detto, è in una buona condizione psico-fisica al contrario di Pussetto.

Fino ad adesso il portoghese ha giocato 261 minuti in campionato. Minuti di apprendistato che sono serviti ad inserirlo nella nuova realtà. Ha dato costanti segnali di miglioramento. Domenica ha stravinto il duello con il doriano Colley sia sul piano tecnico che fisico, e non era facile soprattutto su quest'ultimo aspetto, ha segnato e ha aperto varchi nella difesa di D'Aversa grazie ai suoi movimenti. Molto bene.

I segnali sono incoraggianti, ora deve trovare continuità. Così che si possa affermare che l'Udinese abbia trovato il centravanti (il 9) che da tanti anni mancava. Il campionato è comunque lungo, siamo solo all'inizio. Ci sarà bisogno di tutti per questa ragione è giusto che Pussetto o gli altri attaccanti in rosa non si sentano tralasciati. Gotti necessiterà del loro contributo.

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