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12 allenatori in 7 anni: da Strama al vice del vice Cioffi. Qualcosa non va

UDINE, ITALY - NOVEMBER 28: Luca Gotti head coach of Udinese Calcio issues instructions to his players during the Serie A match between Udinese Calcio and Genoa CFC at Dacia Arena on November 28, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'Udinese cambia ancora una volta allenatore. Via anche Gotti, che non paga soltanto i suoi errori. Esonero inevitabile, visti i risultati di questa prima parte di campionato ma i problemi non possono essere legati soltanto alla guida tecnica

Stefano Pontoni

Tanti cambi, pochi veri cambiamenti. L'Udinese continua a non trovare pace, a non riuscire ad aprire un ciclo stabile e vincente. Dopo Guidolin sulla panchina bianconera si sono succeduti ben 12 allenatori: Stramaccioni, Colantuono, De Canio, Iachini, Delneri, Oddo, Tudor, Velazquez, Nicola, Tudor (bis), Gotti, Cioffi.

Risultati per tutti (Cioffi a parte ovviamente) più o meno scadenti. Tanti errori, brutte prestazioni, partite da dimenticare. I bianconeri dopo le cavalcate europee di Sanchez e Di Natale, dopo quel magico triennio fatto di due Champions e un'Europa League, non sono mai stati più capaci di lottare per qualcosa di importante. La voglia, almeno a parole, è sempre stata quella di giocare per un posto nella parte sinistra della classifica, la realtà dei fatti dice però tutt'altro: l'Udinese ha fatto soltanto il minimo indispensabile per salvarsi.

Nulla di più della salvezza. Vero che restare in A è sempre un gran risultato ma per una società come quella friulana, con una storia ultra centenaria alla spalle, un'organizzazione da top club e uno stadio di proprietà, i 40 punti dovrebbero essere soltanto la base da cui poi costruire molto di più. Stin calmuts fino ad un certo punto, servono ambizioni, servono obiettivi diversi e non solo nelle dichiarazioni entusiaste del paròn, ultimo forse a crederci veramente in qualcosa di diverso da quello che oggi l'Udinese è. Perché così non va, perché bisogna assolutamente provare a fare di più.

Fallita anche la scommessa Gotti. Il tattico che non voleva fare l'allenatore, che si era messo a disposizione per senso del dovere dopo l'addio di Tudor (e un tira e molla durato diverse settimane), dopo essere stato quasi la favola del calcio italiano non è riuscito a dare una svolta alla situazione, ad invertire il corso degli eventi.

Buono, seppur nella sua particolarità, il primo campionato, così così il secondo, totalmente negativo il terzo. Parlava bene, era una persona a modo, un uomo con valori e qualità fuori dal comune ma ciò non è bastato. Si è sgonfiato nel corso dei mesi, dimostrando un'incapacità a dare una vera e propria identità alla squadra. La sua Udinese, oltre all'essere compatta, oltre al pragmatico 3-5-1-1 e ai contropiedi, ha messo in mostra davvero molto poco. Soprattutto in queste 16 giornate, a parte le giocate dei singoli, non c'è stato granché. Zero gioco, tante idee confuse, giocatori fuori ruolo. A pesare, poi, sicuramente il fattore spogliatoio. Una volta che ha perso la fiducia dei propri giocatori il suo destino era ormai segnato. L'esonero poteva, anzi forse doveva, arrivare prima.

Le colpe, però, non sono soltanto sue. L'errore più grande lo ho fatto la società in estate, quando cercò insistentemente altri allenatori, quando spinse apertamente per Zanetti per confermare poi tra mille dubbi, più per mancanza di alternative che altro, il comachino. Ecco, lo sbaglio è stato qui. Come accadde in passato per Delneri, rinnovato per furor di popolo ma sfiduciato dalla società in partenza. Era solo questione di tempo prima del suo addio, lo scrissi in estate e purtroppo c'ho azzeccato.

Ora Cioffi. Il vice del vice. Viene da chiedersi come mai l'Udinese, una società storica del nostro calcio, non riesca prendere un allenatore fatto e finito ma si debba ancora una volta affidare ad una scommessa. Che il toscano sia uno competente, grintoso, che abbia dalla sua parte gran parte della squadra non vi è dubbio alcuno ma a questo livello affidarsi ad un profilo che non ha mai svolto questo ruolo resta comunque un rischio. Che Gotti fosse agli sgoccioli lo si sapeva da tempo, perché allora non ci si è mossi in anticipo? Perché profili come Ranieri (volato a Londra per guidare il Watford fuori dai guai) qui sembrano esseri impossibili? Gli esperimenti degli ultimi anni si sono rivelati dei buchi nell'acqua, perché azzardare ancora?

L'augurio è che Cioffi, ad interim fino al Milan e poi si vedrà, stupisca tutti ma qualche dubbio viene. L'Udinese rischia di arrivare in ritardo, e di vedersi costretta a giocare partite decisive con tanti quesiti e poche risposte.

La strigliata in settimana di Gino Pozzo sicuramente avrà sortito i suoi effetti, speriamo possa bastare a riportare tutti sulla giusta rotta. Giocatori compresi, sono loro infatti in primis i responsabili del fallimento Gotti. Una squadra che riceve tanto, dalla società che non gli fa mai mancare nulla in primis, e dalla tifoseria deve dare molto di più di quel che sta dando. E' sempre quel minimo che fa incazzare tutti. Anche perché le qualità per vivere una stagione diversa ci sarebbero. Finché manca convinzione, finché non si riesce a trasmettere l'attaccamento per la maglia e l'importanza di giocare a Udine sarà difficile vedere qualcosa di diverso.

Resto comunque fiducioso, soprattutto pensando ad alcuni giovani di qualità che ci sono rosa. Il  mercato estivo è stato davvero importante e deve assolutamente dare i propri frutti. Sono convinto che se si riesce finalmente a trovare il bandolo della matassa, con un allenatore capace di far crescere il gruppo, ci si possa divertire. Serve tanto lavoro a tutti i livelli, serve una nuova mentalità per l'ambiente bianconero, tifoseria compresa. Basta 40 punti, basta festeggiare salvezze alle ultime giornate. L'Udinese deve rendersi conto del proprio potenziale e guardare davvero in alto.

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