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Pordenone, stavolta il punto non arriva. Nuovo stop e ancora ultimo posto

Pordenone, stavolta il punto non arriva. Nuovo stop e ancora ultimo posto

A nulla vale l’ottima prestazione contro il Brescia: ai lombardi basta sfruttare un congiunto errore di El Kaouakibi e Perisan per aggiudicarsi match e testa della classifica.

Alessandro Poli

Ancora un Pordenone orgoglioso e forte sul piano del gioco, ma anche impreciso e distratto. Fino al decisivo gol di Moreo nessun errore o quasi della linea difensiva, solida e compatta e pronta a riproporre in avanti. Poi la stanchezza per la prova di sacrificio si fa sentire e chi cede più di tutti è El Kaouakibi: il marocchino prima si fa ammonire per una spinta troppo forte su Palacio, poi sbaglia qualche tocco e infine lascia campo libero a Pajac sul cross che trova il 9 bresciano libero di insaccare. Anche Perisan ha le sue colpe: nonostante non avesse sbagliato nulla nei primi 75’ commette un errore decisivo per la terza partita di fila. C’è decisamente qualcosa che non va per il portiere ramarro.

Vanificata quindi l’ottima prestazione della squadra: Pasa ancora monumentale, Cambiaghi ancora ottimo e pericoloso, Folorunsho che si prende letteralmente i compagni sulle spalle dopo l’uscita obbligata di Tsadjout. Buone prestazioni arrivano anche dalle riserve ramarre: Zammarini ripaga la fiducia accordata dopo il gol contro la Cremonese, Pellegrini mette in mostra tutto il talento che ha, Mensah non perde la voglia di lottare anche dopo tante assenze, Sabbione non fa rimpiangere Bassoli e Barison. La squadra dunque c’è, mancano solo un po’ di cattiveria e d’attenzione per tutti i novanta.

Ora la sosta per lavorare soprattutto su queste due cose. Certamente era fin dall’inizio difficile conquistare un pareggio contro una squadra che può vantare nomi del calibro di Palacio e Baijc, ma perdere così, per una disattenzione e per non aver insistito a sufficienza contro il fortino biancoazzurro, fa decisamente male. Ancora ultimo posto dunque, dopo ormai dodici partite. La matematica ovviamente non condanna ma, una volta tornati dalla pausa nazionali, non saranno più ammessi errori.