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Fattore Friuli: il Pordenone in casa non sbaglia

Fattore Friuli: il Pordenone in casa non sbaglia

Fattore Friuli: il Pordenone sta facendo sta facendo dello stadio un vero e proprio fortino. Ramarri insuperabili in casa: dopo aver battuto Frosinone e Spezia, due squadre che, almeno sulla carta, dovrebbero lottare per l'alta...

Stefano Pontoni

Fattore Friuli: il Pordenone sta facendo sta facendo dello stadio un vero e proprio fortino. Ramarri insuperabili in casa: dopo aver battuto Frosinone e Spezia, due squadre che, almeno sulla carta, dovrebbero lottare per l'alta classifica, fermata anche la capolista Benevento. La squadra di Inzaghi vorrebbe spaccare il mondo ma impatta contro un muro. Neroverdi tenaci, sembra combattivi anche quando la partita s'incanala in una direzione sbagliata.

E pensare che c'era chi riteneva dannoso il trasferimento a Udine. In un impianto così grande e vuoto in molte parti la squadra avrebbe reso meno rispetto agli anni scorsi al Bottecchia, dove invece il calore dei tifosi si poteva far sentire con maggiore forza. Nulla di più errato, è proprio al Friuli, che i neroverdi hanno iniziato a costruire la loro salvezza. 7 punti che fanno ben sperare in vista del futuro, che sono un primo mattoncino di quella quota 40 che dovrebbe bastare per ottenere una storica permanenza in cadetteria. 

Può essere davvero soddisfatto mister Tesser. La sua squadra ha sempre dimostrato di essere all'altezza, anzi di poter forse anche lottare per una classifica migliori. A dirlo i numeri e le prestazioni ma tutti a Pordenone preferiscono mantenere la calma e pensare di partita in partita. 

Nel prossimo turno un altro scontro importante, contro il Chievo Verona al Bentegodi. Sarà un derby del Trivenento contro una squadra attrezzata per fare un campionato di vertici ma i ramarri non hanno paura. L'obiettivo, dopo aver fatto tanto bene in casa, sarà quello di iniziare a far punti anche in trasferta. Una vittoria in terra clivense potrebbe aprire tutt'altro scenario. Nel frattempo calma e lavorare, è questo il mantra di mister Attilio.