Il tecnico bianconero Luca Gotti ha partecipato al webinar organizzato da Federmanager FVG dedicato alla costruzione delle motivazioni all'interno del gruppo. Di seguito il suo intervento.

"La prima domanda che mi sono posto da allenatore di calcio è: come devo confrontarmi coi calciatori? Allenare è come gestire il comparto di una fabbrica. I calciatori sono coloro che effettivamente svolgono il lavoro finale e producono il risultato ultimo. Per quanto riguarda lo staff, il collaboratore da scegliere ci si immagina che sia il più bravo possibile (trattandosi di serie A), ma prima ancora che bravo è importante che sia affidabile: è dunque dal contenitore delle persone più affidabili (di cui ci si può fidare) che devi scegliere i collaboratori più bravi possibile. 

È fondamentale, ad esempio, gestire con massima affidabilità le notizie più o meno sensibili. Il gruppo di lavoro deve essere capace di divulgare certi tipi di informazione (l’undici iniziale, il modulo ecc). 
 

Ho fatto il collaboratore di Donadoni e Sarri. Se io sapessi tutto del calcio ma non avessi una capacità relazionale adeguata, creando problemi tra squadra e allenatore per i miei comportamenti, sarei probabilmente un pessimo vice. 
 

All’interno di ogni gruppo, ci sono delle persone che, per loro caratteristiche, creano dei problemi, altre invece che si spendono con facilità nel risolverli. In mezzo ci sono i neutrali, che però non sono personaggi statici, perché in base a come viene gestito l’ambiente si possono spostare dalla parte dei “problematici” o dei “risolutori”. Sta a chi gestisce il gruppo creare un contesto in cui tutti cercano di venirsi incontro).
 

Un anno fa, durante il lockdown, ho letto il libro “Legacy” di James Kerr, che tratta di lezioni di coaching e leadership scritte da un giornalista che ha trascorso un anno a contatto con gli All Blacks. A fine lockdown mi sono presentato nel mio spogliatoio con decine di copie di questo testo in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese, in modo che chi tra giocatori e staff lo desiderasse potesse leggerlo nella sua lingua. Questo libro ha creato un bel passaparola e ha contribuito a creare un clima in cui si condividesse una precisa filosofia. Ho cercato di educare il mio piccolo ambiente, rendendo coinvolte tutte le componenti in questa idea generale da condividere. In serie A  è pensiero comune che l’allenatore debba solo istruire, invece ritengo sia importante instaurare un clima educativo, proprio per saper gestire chi può creare problemi.  Questo piccolo espediente credo ci abbia portato a un clima di gruppo molto positivo. Nel post lockdown ci siamo allenati molto bene, abbiamo perso la prima partita immeritatamente ma eravamo forti come gruppo, dove la somma delle parti era superiore alle parti stesse. E i risultati si sono visti."

Sezione: Notizie / Data: Mar 23 febbraio 2021 alle 10:25
Autore: Jessy Specogna
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