Le interviste post partita

Cioffi: “Non sono un guru, ho tirato fuori quello che la squadra ha sempre avuto dentro”

CAGLIARI, ITALY - DECEMBER 18: Udinese's coach Gabriele Cioffi reactsduring the Serie A match between Cagliari Calcio and Udinese Calcio at Sardegna Arena on December 18, 2021 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Prima vittoria in campionato per il tecnico toscano

Stefano Pontoni

Gabriele Cioffi, tecnico dell'Udinese, commenta ai microfoni di Sky Sport la vittoria per 4-0 sul Cagliari: “C’è poco da chiacchierare, il colpo di pedale va dato partita dopo partita. Io motivatore? Non sono un guru, ho tirato fuori quello che la squadra ha sempre avuto dentro”.

Ti immaginavi questo tipo di partita?

“Per fare risultato bisogna essere coraggiosi in tutte e due le fasi. L’abbiamo preparata bene, col lavoro dei quinti, quello sporco degli attaccanti e le uscite giuste. E venuto un piano di gara perfetto, ci godiamo questa vittoria importante”.

Si può ancora migliorare?

“E’ venuto tutto bene, abbiamo trovato il Cagliari che ha tanti valori in un momento di difficoltà e siamo stati bravi ad approfittarne. Il coraggio porta coraggio e poi ti porta a forzare anche le giocate, cosa che potevamo fare un po’ meglio nel primo tempo. Beto e Deulofeu sono stati un po’ troppo larghi ma dopo un 4-0 mi sembra di essere ridicolo a sottolineare certe cose”.

Possiamo dire che è una Udinese più propositiva?

"Vincere aiuta a vincere, non puoi aspettare gli avversari che ti concedono qualcosa. Devi andartelo a prendere e per questo si va a riempire l’area, accettando anche l’inferiorità quando si può".

E' questo il ruolo ideale per Deulofeu?

"Se fa quello che gli chiediamo sì, se si sacrifica come stasera e col Milan senza farsi portare fuori dal gioco perché no. Ci può portare gol e tanti pericoli in più agli avversari. Senza dimenticare attaccanti come Pussetto, Nestorovski e un talento come Samardzic che stanno fuori. E' un campione e sta dimostrando di volersi tenere stretta questa maglia".

Cosa vi siete detti alla fine con Pavoletti?

“Al fischio finale ho urlato, mi è uscito dalla pancia e non dalla testa. Non è stato qualcosa di offensivo, me lo ha fatto notare e ho chiesto scusa perché è stata una mancanza di rispetto. L’altro lato della medaglia e che venivamo da un momento difficile, il mio era solo un grido di gioia e lui lo ha capito".

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